“Le cronache politiche di questi giorni -mette in risalto l’avvocato Luigi Tuccio, candidato con il Polo Civico Cultura e Legalità in occasione del rinnovo del Consiglio Comunale di Reggio Calabria – raccontano il clima politico che si respira in queste settimane in città, evidenziando un confronto sempre più acceso, corredando il dibattito pubblico di rivendicazioni, ingiurie e sfottò.
È un quadro che non sorprende, ma che deve far riflettere.
Perché se è vero che il confronto è fisiologico in campagna elettorale, è altrettanto vero che la politica non può ridursi a uno scontro permanente, smarrendo il senso stesso dell’azione pubblica che resta quello di governare”.
“Da tempo – ricorda il noto professionista reggino – sostengo la necessità di riportare al centro una parola che oggi appare quasi fuori moda: pacificazione”.
Non come rinuncia al confronto, ma come capacità di ricondurlo entro una dimensione costruttiva, rispettosa, orientata al bene comune. Una città divisa, continuamente attraversata da conflitti e contrapposizioni, è una città che fatica a programmare, a decidere, a crescere.
Ed è proprio qui che emergono, con evidenza, i limiti dei poli partitici.
Da un lato, una visione che continua a muoversi lungo il solco della contrapposizione, insistendo su una narrazione del passato che, pur legittima, rischia di non essere più sufficiente a rispondere alle esigenze del presente.
Dall’altro, una impostazione che privilegia l’immediatezza del consenso, la forza comunicativa e la semplificazione del messaggio, ma che spesso non chiarisce fino in fondo quale sia il metodo di governo e la qualità della classe dirigente chiamata a realizzarlo.
In entrambi i casi, il limite è culturale prima ancora che politico”.
Manca, o quantomeno non emerge con sufficiente chiarezza, una riflessione profonda su cosa significhi oggi – Tuccio trae così le conclusioni del ragionamento – governare una città complessa come Reggio Calabria. Una città che non ha bisogno soltanto di narrazioni o di contrapposizioni, ma di una visione concreta, sostenuta da competenze reali e da una struttura amministrativa capace di attuarla.
Per questo, la vera sfida non è stabilire chi prevalga nello scontro, ma chi sia in grado di superarlo.
Superarlo significa riportare la politica alla sua funzione più alta che resta quella di costruire per governare.
Costruire soluzioni, costruire fiducia, costruire una classe dirigente che non si esaurisca nel momento elettorale ma sia in grado di accompagnare nel tempo i processi di crescita della città.
Reggio Calabria, nella sua storia, si è più volte riconosciuta attorno a leadership forti. Ma troppo spesso a queste stagioni non è seguita la formazione di una classe dirigente autonoma e duratura. Il risultato è stato un ciclo continuo di entusiasmo e disillusione, di adesione e successiva rottura”.
“È proprio questo schema – rimarca infine il legale reggino – che oggi va superato”.
“Serve una politica diversa, capace di sottrarsi tanto alla logica dello scontro quanto a quella della semplificazione. Una politica che rimetta al centro la competenza, il metodo, la responsabilità.
La serietà politica impone di sapere raccontare la verità e la verità è che governare è difficile, che non esistono soluzioni immediate, ma che esiste la possibilità concreta di rendere questa città più normale, più efficiente, più credibile.
Non è dello scontro che la città ha bisogno, ma di una nuova cultura di governo, fondata sulla pacificazione, sulla qualità e sulla capacità di realizzare.
Ha bisogno di chi sappia governare davvero.
È da qui – afferma con saggezza Tuccio, candidato al Consiglio comunale con il Polo Civico Cultura e Legalità – che deve ripartire Reggio Calabria”.