Elezioni, la “prima” di “Per Serra insieme”: Figliucci pronto alla “politica di servizio”, ma scappano frasi fuori controllo

Luci ed ombre per la prima uscita in piazza della lista “Per Serra insieme”. Alla genuina esposizione dei programmi del candidato a sindaco Biagio Figliucci, sinceramente emozionato e voglioso di spendersi per la comunità serrese, hanno infatti fatto da contraltare alcuni passaggi off-limits, che se davvero ritenuti fondati andrebbero esposti in una sede certamente diversa da quella di una manifestazione pubblica.

Dopo il video di presentazione dei candidati, Valeria Giancotti ha esposto i motivi che l’hanno portata lontano dal Pd, dove “c’erano imposizioni dall’alto e nelle riunioni non si discuteva di nulla. Si decideva solo nella stanza in cui c’erano 4-5 adepti del braciere”. Un intervento appassionato concluso con il racconto della ricezione di “un’ordinanza di demolizione della mia casa”, poi “ribaltata dal Tar” e con l’intenzione di “dare un volto nuovo alla politica” e fermare “il carrierismo”. (prosegue dopo la foto)

Infarcito di attacchi il discorso di Vito Regio che, riferendosi “ad entrambe le altre liste”, ha sostenuto che “il clientelismo ci ha tenuto nella preistoria”. “Parlo quotidianamente con i serresi – ha affermato – e non nelle feste patronali o nei periodi estivi. Mi ero avvicinato alla politica 4 anni fa, quando abbiamo vissuto il tradimento di qualcuno che fa parte della lista ‘Liberamente’. Io ho esperienze nel volontariato e ho saputo dare dei posti di lavoro a differenza di chi si propone come il cambiamento, ma si candida considerando la politica come un posto di lavoro ed ha chiesto la candidatura a sindaco a quelli che adesso taccia di aver fatto l’accorduni. È chi alla fine ha candidato i parenti dei candidati di un’altra lista che sfascia le famiglie”. Fendenti anche contro “Uniti per Serra” e sugli scopi “dell’affidamento della gestione dei rifiuti ad una ditta amica”, prima di un affondo contro la burocrazia: “i problemi di Serra stanno anche nella casa comunale”.

Pacato, invece, il ragionamento di Maria Elisabetta Campese che ha puntato sull’adozione del Piano energetico comunale precisando che “non ho interessi personali o politici da difendere e considero questa esperienza come un servizio alla collettività”.

Quasi da regista e costretto, per via dei “fuori tempo” precedenti a limitare le considerazioni per dare spazio al candidato a sindaco, Walter Lagrotteria ha tenuto a bada la tentazione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ha esaltato la figura di Figliucci che “è rimasto a Serra costruendo qui la sua vita e la sua famiglia” ed ha sottolineato che “i serresi possono decidere se questo sarà l’anno zero per ripartire e combattere il disagio economico e culturale”. “Basta con gli scontri – ha aggiunto – e con chi vede nell’altro il nemico”.

Spontanea la riflessione di Figliucci, desideroso di “attuare una politica di servizio e non di partito” perché “per me fare il sindaco non sarà il trampolino di lancio per fare carriera politica”, e di frenare “la perdita di servizi”.  Il giovane docente ha premesso le “sue” regole di comportamento basate sull’agire “nella massima trasparenza e legalità” e che impongono, ad esempio, di “portare le soluzioni per l’ospedale, non di farci campagna elettorale sopra” per poi entrare nel vivo dei punti programmatici: “messa in sicurezza delle strade interne, potenziamento del sistema idrico e distacco totale da Sorical, rifinanziamento del Pis Oreste, approvazione del Psc, taglio delle tasse sul suolo pubblico, costruzione di un calendario di eventi e di un sistema di comunicazione con i mercati”.

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