Elezioni, la Lega a Reggio confonde l’interpartitica con un (inutile) incontro tra conoscenti

Adesso c’è anche il timbro dell’ufficialità: il sedicente centrodestra di Reggio Calabria, a dieci settimane dalle elezioni comunali, brancola nel buio, senza uno straccio di idea. A certificarlo è stata la nota inviata nella serata di ieri, lunedì, al termine di una inutile chiacchierata tra i rappresentanti di quattro forze politiche e pomposamente definita interpartitica.

A sigillare la certezza che la inesistente coalizione naviga a vista in assenza di rotta e di meta è stata l’ammissione, messa nero su bianco nel comunicato, di una prossima “redazione del programma” da stilare”prima dei nomi”. Sarebbe stato preoccupante se questi concetti, pregni di insensibilità politica, fossero stati concepiti a dieci mesi dal rinnovo del Consiglio comunale; partorirli, con puerile impreparazione, a distanza di settimane dai due giorni in cui i reggini si recheranno alle urne è, addirittura, un indizio di tracotante insolenza. Per rendere ancora più inconcludente la riunione, chi l’ha organizzata ha pensato bene di limitare la partecipazione ai soli componenti di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e UdC, dimenticando che una parte importante della compagine è formata da diverse altre liste, qualcuna presente in città con ben più efficacia e consistenza ideale rispetto ai succitati partiti. Le colpe, senza tanti giri di parole, sono tutte ascrivibili alla Lega: sprovvista di candidati e modelli da adottare per il futuro di Reggio e con un organigramma senza né capo né coda, ha provato, chiedendo ai rappresentanti delle altre fazioni dell’alleanza di raggiungere la sede di via Miraglia, a fissare paletti palesemente di legno marcio. Il vero equivoco di fondo risiede nell’idea, ancora tutta da concretizzare, di rendere davvero nazionale un partito radicato al Nord, dove vanta amministratori competenti ed esperti, a differenza di quanto sta accadendo nelle regioni meridionali in cui a farla da padroni sono, invece, ex miracolati appartenenti ad altre stagioni politiche e modesti figuri a caccia di pennacchi. In un contesto così scadente, propinare all’opinione pubblica reggina frasi fatte, piene di retorica melensa e vuote di significato, rimane l’unica opzione possibile. Giova, inoltre, ricordare, proprio per meglio inquadrare il disagio di casa nella Lega, che il partito, in riva allo Stretto, non ha alcun Coordinatore, ma referenti, come tali delegati e nulla più. A tal proposito, non sarebbe inutile, al fine di evitare ulteriori pasticci, che il Segretario regionale Cristian Invernizzi intervenisse con risolutezza per dipanare una matassa evidentemente impossibile da sbrogliare per gli autoctoni, stabilendo una volta per tutte chi fa cosa, un dettaglio non ancora ben chiaro alla luce della strampalata decisione di istituire una “Struttura provinciale” a ridosso della corsa elettorale. “Unità, compattezza, coesione” e tutto il magniloquente corollario dietro cui si nasconde il nulla assoluto non serviranno, purtroppo per i reggini, ad avere “un governo solido, pragmatico, preparato e operativo”. Allestire messinscene del genere, dalle quali il deputato di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, si è tenuto alla larga, è quanto di più infruttuoso si possa offrire alla città che ha ben capito l’unica certezza emersa nel corso delle ultime settimane: la scelta del candidato a sindaco della Lega non è affare di Reggio.

Contenuti correlati