“Einaudi Citrus Lab”, quando con gli scarti si fa scienza: la vittoria dell’I.I.S. “Einaudi” di Serra San Bruno nel progetto SuperScienceMe

In un’atmosfera di vibrante entusiasmo, l’Istituto d’Istruzione Superiore “Luigi Einaudi” di Serra San Bruno ha apposto il proprio sigillo d’eccellenza nel panorama scientifico regionale. Lo scorso 27 marzo, la maestosa cornice del Teatro Politeama di Catanzaro ha fatto da scenario alla vittoria degli studenti delle classi terze del Liceo scientifico, che si sono aggiudicati il gradino più alto del podio nella prestigiosa manifestazione “SuperScience Me – Researchers at Schools Activities”. Questo traguardo, inserito nel percorso di FSL (ex alternanza scuola-lavoro) e fortemente sostenuto dal dirigente scolastico Antonino Ceravolo, rappresenta il culmine di una sinergia virtuosa tra l’istituto serrese, l’Università Magna Graecia di Catanzaro, i principali atenei calabresi e il CNR, con l’obiettivo di rendere la ricerca scientifica un bene comune, inclusivo e profondamente connesso alla società attraverso l’approccio della citizen science.

Il cuore pulsante di questo successo è stato il progetto “Einaudi Citrus Lab”, un’opera di raffinata bio-tecnologia applicata all’economia circolare che ha visto i ragazzi cimentarsi nello sviluppo di cosmetici naturali e shampoo derivati dalle bucce di mandarino. Guidati con dedizione dai docenti curriculari, e supportati dalla competenza dei ricercatori UMG, gli studenti hanno adottato la metodologia del project based learning per trasformare scarti agricoli in risorse preziose. Attraverso l’avanzata tecnica della sonicazione, il gruppo di ricerca ha saputo estrarre flavonoidi e oli essenziali dalle spiccate proprietà antiossidanti e rigenerative, dando vita a formulazioni ecosostenibili che rispondono alla EU Mission “A Soil Deal for Europe”. Il momento culminante del contest ha visto i giovani Agostino Colonnese e Roberta Zangari (portavoci del relativo gruppo di ricerca) vestire con disinvoltura i panni di veri scienziati, esponendo i risultati della ricerca e offrendo alla giuria tecnica i prodotti finiti come prova tangibile della loro fattibilità ed efficacia.

Tuttavia, la proposta dell’Einaudi non si è esaurita in un unico exploit, ma si è dispiegata attraverso una partecipazione corale che ha coinvolto l’intera compagine delle classi terze dell’indirizzo scientifico. Le studentesse Glenda Muzzì e Giada Demasi, facendosi rispettivamente portavoci del loro team di ricerca, hanno infatti illustrato con eccezionale chiarezza il secondo progetto dell’istituto, denominato “Einaudi sostenibile: GeneraziOne, Azione, SviLuppo (GOAL)”. Inserita nella EU Mission dedicata all’adattamento climatico e al nuovo Bauhaus Europeo, questa iniziativa ha delineato una strategia d’avanguardia per la trasformazione della scuola in un ecosistema resiliente, proponendo soluzioni concrete per il risparmio idrico, il riciclo consapevole e la creazione di spazi comuni che siano specchio di una società più inclusiva e armoniosa.

Questo straordinario mosaico di competenze è stato reso possibile grazie al coordinamento del professor Vincenzo Ionadi, referente del progetto FSL per l’indirizzo liceale, il quale, nel celebrare la vittoria, ha voluto tributare un sentito ringraziamento ai ricercatori dell’area Biomed, Antonia Mancuso e Nicola d’Avanzo, dell’area DIGES, Francesca Tammone, alla responsabile del progetto SuperScienceMe per l’UMG di Catanzaro Donatella Paolino e al rettore dell’Ateneo catanzarese Giovanni Cuda. Il loro magistero, unito alla curiosità inesausta degli studenti, ha trasformato i laboratori di Serra San Bruno in officine di futuro.

La vittoria al Politeama non è dunque soltanto il riconoscimento di un esperimento ben riuscito, ma la testimonianza di una gioventù che non si limita a osservare il mondo, ma sceglie di reinventarlo, proteggerlo e riscriverlo. È la Calabria che non aspetta il futuro, ma lo costruisce con le proprie mani. 

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