Effetti delle Provinciali di Vibo: Sinistra Italiana non è più presente nel Consiglio comunale di Stefanaconi

"Il consigliere di Stefanaconi ha disatteso le indicazioni del Circolo"

“Nelle ultime elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Stefanaconi Sinistra Italiana Circolo di Stefanaconi – Sant’Onofrio ha sostenuto – sottolinea il Coordinatore Aurelio Raniti – la lista civica ‘Siamo Stefanaconi’ con candidato a sindaco Solano, contribuendo in maniera determinante alla vittoria della lista e portando in Consiglio Comunale un consigliere molto vicino alle posizioni del partito.

A seguito delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Vibo Valentia nelle quali il sindaco Solano era stato candidato alla carica di presidente a capo di una colazione di centrodestra, il circolo di SI ha espresso disappunto poiché questo, di fatto, inficiava gli accordi programmatici con riferimento all’attività comunale, che poteva subire dei condizionamenti ed ha invitato il sindaco a valutare l’opportunità o meno di accettare la candidatura”.
“Da premettere – rimarca l’esponente si Sinistra Italiana – che il sindaco aveva ritenuto poco opportuno informare le forze politiche che lo avevano sostenuto, mettendole dinanzi al fatto compiuto. Fermo rimanendo che lo stesso poteva agire così come ha fatto in totale autonomia, credevamo, per una forma di rispetto delle regole non scritte della corretta politica, che i partiti facenti parte dell’esperienza amministrativa e che lo avevano sostenuto apertamente, avrebbero dovuto sapere di queste determinazioni. In un incontro informale, gli avevamo manifestato le nostre contrarietà, dicendogli che non lo avremmo appoggiato e che politicamente era per noi difficile comprendere il perché della sua scelta, dopo anni di militanza nel PD nel quale aveva rivestito anche incarichi dirigenziali. Preso atto che il nostro modo di intendere l’impegno politico è differente dal suo modo di agire, gli avevamo anticipato che avremmo lavorato a che i nostri rappresentanti istituzionali non andassero a votare, scegliendo come manifestazione di dissenso l’astensione. Avevamo chiesto al consigliere di maggioranza eletto anche con i nostri voti, di astenersi e di non partecipare alle elezioni farsa, così come aveva anticipato il nostro consigliere di maggioranza Mattioli, nel Comune di Sant’Onofrio. Il consigliere di Stefanaconi, disattendendo le indicazioni del Circolo, ha votato esprimendo la sua preferenza per il candidato a presidente del centrodestra. Per questo, riteniamo che non possa più rappresentarci in Consiglio Comunale anche se, ad onor del vero, lo stesso non è mai stato organico e funzionale alle attività di partito. A seguito di ciò, ne consegue che Sinistra Italiana non è più presente in Consiglio Comunale, pertanto il nostro sostegno all’attuale maggioranza verrà manifestato di volta in volta, riservandoci di valutare i singoli atti prodotti. Il nostro modo di intendere la politica, risulterà oggi vetusto e superato, anche perché vige nel panorama politico, specie quello vibonese, il più sfrenato trasformismo. Per noi non è così, abbiamo preso un impegno e lo porteremo a termine cercando di onorarlo nel modo migliore, lavoreremo e ci adopereremo affinchè a beneficiare sia l’intera collettività, mettendoci al servizio della gente ed adoperandoci per la soluzione dei loro problemi. Per noi parlare di Sinistra e Destra non è la stessa cosa, abbiamo concezioni diametralmente opposte e riteniamo oggi più che mai che ci siano delle divergenze e visioni che stanno agli antipodi. Coloro i quali non vedono queste differenze, praticano il più becero dei qualunquismi, sacrificando sull’altare dell’ambizione personale anni di impegno e di passione politica. Noi siamo la Sinistra e mai e poi mai, permetteremo a nessuno di associarci o uniformarci a coalizioni innaturali che hanno alla base della loro esistenza interessi che non collimano con il nostro modo  di intendere la politica. L’esperienza amministrativa di Stefanaconi seppur anomala, doveva rappresentare un momento di coagulo di tutte quelle esperienze positive, propositive e progettuali che raggruppando il meglio del civismo, poteva essere strumento per un suo definitivo rilancio”. “Esperienza però che – secondo Aurelio Raniti – doveva rimanere circoscritta nei confini ristretti di un piccolo Comune senza la presunzione o l’ambizione di essere esportata a livelli superiori, lì si travalica l’anomalia pretendendo di trasformare la stessa in corretta pratica politica, così non è.

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