Ecco come muore una civiltà, il popolo errante è sulle sponde dello Stretto: De Luca non lo accoglie, Falcomatà lo respinge

Nel drammatico conteggio dei morti a causa del virus, aggiungete anche un altro decesso: l’Area Integrata dello Stretto

Giuseppe Bombino

*di Giuseppe Bombino, Docente universitario – I due Sindaci della “Città dello Stretto” hanno consumato una disputa di segno opposto, ma egualmente inumana ed indegna.


Dall’altra parte del mare, il “ruvido” Sindaco De Luca “arresta” il cammino di una umanità viaggiante che vuol rientrare nella propria terra.
Da questa parte, il “raffinato” Sindaco Falcomatà “ricaccia” quel popolo che occupa il “suo” suolo.
Ecco la scena di questa rappresentazione: sullo sfondo le due Città “Metropolitane”; in basso, le due comparse, De Luca e Falcomatà, scrutanti il mare alla ricerca di un’onda alta che gli faccia superare l’effimera e inconsistente apparizione nella storia; in mezzo alle acque, il Popolo della ormai scomparsa “Area Integrata dello Stretto”; dietro le quinte, il Governo che annuncia l’inizio di un nuovo spettacolo e l’apertura del sipario, anzi no … cambia la promulgazione, forse occorre attendere un decreto.
E mentre De Luca crea l’evento, lo determina e lo porta al centro di una scena immobile, Falcomatà si agita e si affanna, non comprende i tempi, è disorientato; vuol figurare, procurarsi un ruolo; cerca di capire da che parte guardare; ma entra tardi, come è suo solito.
Sì, perché è talmente distratto dalle luci della ribalta, che non si accorge della “fuga” di alcune decine di “pericolosi” abitanti dello Stretto verso Reggio, la sua Città.
Lui non ne sapeva niente, dice; ché la “manovra diversiva” (guarda caso regolarmente pianificata e autorizzata) avveniva proprio mentre egli gridava il suo ruolo di “massima autorità sanitaria locale”. “Reggio non è un lazzaretto” andava ripetendo col telefonino in mano; e intanto pensava alle alte mura con cui recintare intere famiglie e comitive, uomini, donne e bambini, da molte ore già inscatolati dentro le loro macchine.
Se non fosse tragicamente reale, tutto questo, verrebbe da spaccarsi dalle risate.
Ma ieri è morta la Civiltà, la Storia e pure la Geografia.
Ieri è morto l’Uomo e l’Umanità.
E nel drammatico conteggio dei morti a causa del virus, aggiungete anche un altro decesso: l’Area Integrata dello Stretto.
P.S. Siamo certi che tra quel Popolo errante, fatte le dovute eccezioni, vi fossero un gran numero di irresponsabili, a cui si unisce, tuttavia, la schizofrenica gestione di un’emergenza acuita da titolati improvvisatori.

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