Duecento carri funebri davanti al Consiglio regionale: il Cosif pronto a protestare per il “mancato rispetto del settore”

A seguito del rinvio del Consiglio regionale fissato per la data odierna che al 5° punto trattava la legge regionale che disciplina il settore funebre, il portavoce regionale della Cosif (comitato impresari funebri) Rocco Caliò interviene esternando la propria indignazione ed il rammarico di tutte le agenzie funebri da lui rappresentate per “il mancato rispetto nei confronti di un settore e degli impegni presi pubblicamente da tutta la politica considerato che all’ordine del giorno era prevista la discussione ed il voto della legge regionale n.439/19 a firma Giudiceandrea”.

“Una legge – sostiene Caliò – che si ricollega agli ultimi episodi avvenuti in Calabria ovvero al commissariamento per infiltrazioni mafiose dell’Asp di Catanzaro e ad altri eventi delittuosi verificatosi nelle altre province dell’intera regione ed in particolar modo nella Locride. A tal punto ci preme l’intervento dell’intera politica ed in modo particolare dell’On. Arturo Bova, presidente della Commissione anti ‘ndrangheta”. Il comitato ritiene opportuno per “il rispetto dell’intero settore e dei cittadini che usufruiscono del loro servizio nei momenti più delicati della propria sfera familiare di manifestare pubblicamente  con un corteo pacifico di auto funebri e con tutti i nostri dipendenti sotto la sede del consiglio regionale mercoledì 30 ottobre 2019 alla convocazione del prossimo Consiglio regionale per capire una volta per tutte da che parte sta la ‘politica sana’ calabrese per esternare pubblicamente il reale interesse delle lobby che in maniera del tutto oscura continuano a pressare i banchi della politica affinché questo testo non venga approvato”. I carri funebri presenti innanzi al Consiglio regionale dovrebbero essere, secondo gli organizzatori, circa 200.

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