Una rimonta da brividi, una vittoria “di rapina” e un MVP che fa la differenza. A trascinare la Domotek Volley Reggio Calabria è stato il suo regista, Davide Saitta, premiato come MVP della finale di Coppa Italia di Serie A3.
A dirla tutta, è davvero, quasi impossibile trovare un vero Mvp: da Lazzaretto incontenibile in semifinale, ad un Mancinelli in riscossa, da Rigirozzo uomo della svolta a Saverio De Santis da urlo.
Con i suoi 38 anni e una carriera da veterano, Saitta ha messo la sua esperienza al servizio della squadra in una finale emozionante, chiusa al tie-break contro la Conad Volley Tricolore Reggio Emilia. E nel dopogara, la felicità è tutta nelle sue parole: “I primi due set non siamo stati in campo. Poi abbiamo trovato la forza di spezzettare il match, piano piano. Ci siamo detti: arriviamo a 10, poi a 15, poi a 20. L’abbiamo divisa mentalmente. Chi è entrato dalla panchina ci ha dato una grossa mano. L’abbiamo vinta un po’ di rapina”.
La chiave della rimonta, secondo il palleggiatore, è stata la capacità di restare lucidi e uniti, soprattutto dopo un avvio complicato. “L’allenatore Antonio Polimeni ci crede sempre. Anche quando le cose non vanno, prova a essere propositivo. Ci siamo detti di affrontare il set passo per passo. Loro sono una squadra fortissima, stavano sempre sopra nel punteggio, ma quando siamo riusciti a tenerli punto a punto ci siamo presi le nostre soddisfazioni. Al tie-break, avendo visto la morte in faccia, abbiamo spinto fino alla fine”.
Nel momento del trionfo, il pensiero di Saitta e dei suoi compagni vola dritto verso il pubblico: “I tifosi sono stati fantastici. Sono parte di noi. Sono con noi in ogni trasferta, non solo nelle grandi occasioni. Sono dei genitori fantastici che supportano i figli, chi gioca e chi no. Sono una squadra intera, tutti e 15 i titolari. Loro sono il nostro uomo in più. Dedichiamo questa vittoria anche a loro, perché sono stati eccezionali”.
Infine, una battuta sul premio individuale: “L’MVP fa sempre piacere, era un bel po’ che non me ne veniva dato uno. Dimostra che mi sto divertendo e che quando ci si mette al servizio della squadra, questo è solo la punta dell’iceberg. Vorrei dividerlo a metà con Lazzaretto, che ha fatto una prestazione fantastica, e con tutta la squadra. Ogni palla è importante: un muro, una difesa, una palla fuori. La pallavolo non è uno sport individuale. Se abbiamo vinto e se ho questo premio in mano, è merito di tutti i ragazzi. Me lo prendo perché sono il più vecchietto – scherza – e quindi lo tengo volentieri”.