Domenica Gara 4 spareggio promozione Domotek: serie più aperta che mai

La Domotek Volley, sconfitta 3-0 in Gara 3 dello spareggio promozione contro la Conad Reggio Emilia, riflette perché la serie, giocata sui dettagli, è apertissima.

Al PalaBigi di Reggio Emilia, la squadra di Antonio Polimeni ha sfiorato la vittoria nei primi due set, cedendo solo nei momenti decisivi dove i paticolari, appunto, sono stati decisivi. Ora la serie per un posto in A2 si sposta al PalaCalafiore: domenica alle 18, Gara 4 è già un dentro o fuori per gli amaranto ed un occasione per festeggiare il salto di categoria per gli emiliani.

«Una partita combattuta nei primi due set – l’analisi di Polimeni – poi purtroppo non siamo riusciti a concretizzare quello che di ottimo abbiamo creato a muro e in difesa. Abbiamo difeso tantissimo, siamo stati bravi nel primo set a recuperare un parziale importante di 13-8. Arrivati al 16 pari, abbiamo messo la testa avanti. Peccato sul finire: non siamo stati abbastanza cattivi nel gestire determinate situazioni».

L’amarezza è tanta, ma il tecnico non cerca alibi: «Questa è la pallavolo, questo è lo sport. Fa parte del gioco. La forza mentale deve essere un fattore predisponente dall’inizio alla fine. Noi siamo stati bravi a metà, e a questi livelli certe cose le paghi».

Nonostante il 3-0, Polimeni rivendica la qualità della sua squadra: «Abbiamo davanti una squadra importante, una vera corazzata, con effettivi di valore. Ma anche il nostro sistema di gioco è altrettanto competitivo. Anzi, a mio avviso il nostro picco massimo di prestazione, in certi aspetti, è superiore al loro. Non abbiamo disputato una partita eccezionale, ma siamo stati lì lì per vincere sia il primo che il secondo set».

Il rammarico più grande riguarda la gestione delle occasioni: «Abbiamo avuto tantissime opportunità, ma sulla ricostruzione facile un’efficienza bassissima. A questi livelli non te lo puoi permettere. Da questo punto di vista, abbiamo più meritato noi di perdere che loro di vincere. Onore e merito a loro, però, che non hanno mai mollato, soprattutto nel secondo set, dove hanno difeso l’impossibile».

Un capitolo a parte è dedicato a Enrico Lazzaretto, anima del gruppo, apparso, per una volta in due anni, non al top come sempre. Polimeni lo difende con forza: «”Lazza, quando lo vedi un po’ su e giù, ti giri verso la panchina e il tempo di volgere lo sguardo di nuovo verso il campo, ti ha già risolto la contesa. È un giocatore straordinario, ci ha abituato sempre a questo. Ha avuto una costanza di rendimento pazzesca in due anni, ci ha “viziati” e per noi è prezioso e basilare. Ha avuto un passaggio a vuoto come normale che sia: ha dimostrato di essere anche lui “mortale”. Non mi sento di dargli alcuna responsabilità per la sconfitta. In quel frangente abbiamo faticato tutti a mettere palla a terra».

Domenica, però, servirà anche la spinta dei tifosi. «Abbiamo il grande privilegio di avere oltre 4.000 persone che ci sostengono. Non ce l’hanno tutti in questa categoria, né in quelle superiori. È un’arma in più: laddove non arriva l’esperienza di qualche ragazzo nel preparare il match, arriva la carica del pubblico. Compensa in pieno».

Polimeni guarda già alla settimana che verrà.: «Settimana scorsa avevo detto che doveva essere come dopo la sconfitta a Reggio per 3-1: entusiasmo, fierezza del percorso fatto. Ci stiamo giocando una finale. Vogliamo dare il massimo per onorarla fino alla fine. Questi ragazzi meritano il massimo – ripete con voce ferma – e lo dico ancora a voce più alta dopo una sconfitta, perché so l’impegno che mettono quotidianamente, so quanto tengono alla maglia e alla città».
Domenica 18.00, PalaCalafiore. Gara 4. Non c’è più tempo per aspettare.

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