Docente serrese in attesa di tampone da un mese: “Situazione paradossale, sono stato privato del mio lavoro e della mia libertà”

“Intrappolato” da un sistema che “blocca” e “non fornisce risposte” impedendo di “lavorare e di tornare alla vita normale”. Si sente così il docente serrese che il 3 novembre scorso ha fatto il tampone dopo aver fatto lezione in una classe del Liceo scientifico “Luigi Siciliani” di Catanzaro, dove è risultato contagiato uno studente.

Un mese trascorso in attesa di una risposta mai arrivata e che, dunque, ha impedito il ritorno in aula. L’esito negativo del test effettuato presso una laboratorio analisi privato poco vale, perché a far fede in via ufficiale è solo il risultato del test molecolare dell’Asp. Che, però, è rimasta sorda e silente, non pronunciandosi in nessun senso.

In tal modo, anche il plesso di Petrizzi (ricadente nell’Istituto di Chiaravalle), dove il docente presta servizio e dove sono riprese le lezioni in presenza, è stato messo in difficoltà.

“Ho inviato diverse email – afferma il docente – e non ho ricevuto risposta. Ho inviato delle Pec che sono rimaste senza riscontro. Ho deciso quindi di informare anche la Prefettura, perché questa situazione è diventata paradossale, imbarazzante e insopportabile. Non riesco a comprendere perché una persona debba rimanere bloccata per colpa di qualcosa di indefinito. Non so più, infatti, se si tratta di un gravissimo ritardo o se il mio tampone sia andato perduto. In ogni caso – conclude – quello che sta accadendo è ingiustificabile. Chiedo che mi sia restituita la possibilità di tornare a lavorare, di cui sono stato privato per troppo tempo senza motivo, e di essere di nuovo pienamente libero”.

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