Divieto di balneazione a Reggio Calabria, la Commissione europea risponde a Laura Ferrara (M5S)

“Ancora una volta il rapporto sulla balneazione delle acque in Calabria dell’Arpacal conferma la scarsa qualità del litorale reggino”. L’eurodeputata Laura Ferrara ritorna sulla preoccupante situazione dello stato qualitativo delle acque della Città dello Stretto sulle quali aveva sollecitato l’intervento della Commissione europea già lo scorso aprile. 

“A Reggio Calabria permane il divieto di balneazione in 10 punti per il quinto anno consecutivo e sarà quindi difficile evitare il divieto permanente. Una situazione che sto denunciando da diverso tempo – continua la Ferrara – e ancor di più dal maggio 2018 in seguito alla pubblicazione del rapporto Arpacal sulla stato di salute delle acque in Calabria”.

“Il rapporto pubblicato quest’anno conferma i dati dell’anno precedente. In queste aree la classificazione delle acque risulta ‘scarsa’. La normativa prevede che siano individuate le cause e le ragioni del mancato raggiungimento dello status qualitativo ‘sufficiente’ e che siano adottate le misure adeguate per impedire, ridurre o eliminare le cause di inquinamento”.

“Ho segnalato questa situazione allarmante alla Commissione europea – rende noto l’europarlamentare del M5S – che mi informa: ‘vista la sentenza della Corte di giustizia del 31 maggio 2018 in materia – con la quale l’Italia è condannata ad una somma forfettaria di 25 milioni di euro nonché ad una penalità di oltre 30 milioni di euro per ciascun semestre di ritardo – la Commissione segue da vicino gli sviluppi e si aspetta che le autorità italiane competenti adottino tutte le misure necessarie per conformarsi alla direttiva 91/271/CEE nel prossimo futuro’. Ancora una volta bisogna evidenziare come la mala depurazione in Calabria produca danni importanti tanto alla salute dei cittadini quanto alle casse pubbliche. Nessun miglioramento è stato registrato in questi anni. Al Parlamento europeo è tutt’ora aperta una petizione del M5S, discussa ad aprile dello scorso anno, diretta a sollecitare valide e urgenti misure dell’UE per eliminare le criticità che riguardano il sistema depurativo in Calabria, al fine di garantire che le acque reflue urbane siano raccolte e sottoposte a trattamento appropriato. In seguito alla nostra petizione la Commissione ha richiesto alla Regione un censimento di tutte le reti fognarie, quello che noi abbiamo cercato di ottenere già nel 2015, e che si rimedi alle deficienze degli impianti di depurazione. Alla Regione – conclude – è stato quindi richiesto un piano speciale di interventi idoneo a sanare tutte le criticità del sistema di trattamento delle acque reflue urbane della Regione Calabria. Un piano che come ho più volte evidenziato vedrà i primi, minori, risultati solo alla fine del 2020”.

Contenuti correlati