Dinami, Di Bella insiste: “Il sindaco parli dei problemi e renda conto alla comunità”

“Prendo atto della considerazione che il sindaco mi dedica in maniera costante replicando a legittime riflessioni con toni inappropriati e che denotano un certo nervosismo. È dunque doveroso spiegargli che la libertà d’opinione e di parola è un diritto costituzionalmente garantito e non una gentile concessione di chi ha governato la città per un quarto di secolo”.

Nino Di Bella risponde al capo dell’Amministrazione comunale specificando che in qualità di “ex amministratore, sindacalista e semplice cittadino” conosce “disagi, problemi e vicende di una comunità che ha bisogno di sapere e di essere coinvolta e non di essere messa davanti a fatti compiuti”.

“Credo che abbia poco senso – sostiene Di Bella – per chi ha gestito la cosa pubblica per 25 anni imputare la responsabilità del dissesto ad altri, omettendo di fornire riferimento chiari su fatti e situazioni. Non si capisce, infatti, perché il sindaco non parli dei debiti pagati negli anni scorsi e dovuti ad espropri effettuati da precedenti Amministrazioni, perché non dica a che livello di spesa siano quei finanziamenti intercettati dalle Amministrazioni che egli accusa o ancora perché non proferisca parola sullo stato della viabilità”.

Di Bella invita, pertanto, la controparte ad “entrare nel merito delle questioni parlando di fatti concreti anziché trasformare quello che dovrebbe essere un normale e costruttivo confronto dialettico in una poco edificante caciara”. “È chiaro – prosegue – che amministrare un comune calabrese non sia semplice, ma non si può negare una risposta su temi importanti per la comunità deviando il discorso su attacchi personali o facendo riferimento solo agli introiti derivanti dall’impianto dei rifiuti facendo finta di ignorare tutti gli altri aspetti, a partirà da quello della discussione democratica. Più che a me – conclude Di Bella – il sindaco dovrebbe rispondere con trasparenza a tutta la comunità”.

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