Quando oggi ci si riferisce alla Digital Transformation, si fa riferimento a tutta una serie di cambiamenti strutturali che investono tanto la tecnologia quanto la cultura, le organizzazioni, la società, la creatività, il mondo manageriale. Viene colpito, da ciò, anche tutto quel che comprende l’applicazione di tecnologie digitali, sempre più centrali negli aspetti multipli della società umana. Per l’Italia questo è uno dei punti centrali dell’intero PNRR, in mano al governo Draghi per il rilancio del Paese dopo l’emergenza sanitaria.
Il PNRR è noto ha bisogno di una accelerazione, soprattutto perché in Italia andrà ad investire il settore manifatturiero, in ottica di Transizione 4.0. I dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, tuttavia, fanno emergere che per la trasformazione digitale le realtà del Belpaese avranno ancora bisogno di aiuto e sostegno. Non è un caso che il più dei progetti, circa il 60%, investa il tema della connettività. In questo senso si potrebbe dire che c’è già chi parte con un piede avanti, avvantaggiato da anni ed anni di investimenti sul digitale e sulle nuove tecnologie.
Sono un esempio i colossi dell’e-commerce, che sul digitale hanno fondato un impero ben prima che la pandemia imponesse nuove logiche. Amazon è una realtà consolidata in un decennio in cui ha monopolizzato l’intero mercato, al punto che oggi tra i grandi big del mondo tech, l’azienda di Jeff Bezos è quella che fattura di più al minuto. Hanno poi seguito l’esempio anche altre realtà, aggiungendo degli incentivi per i clienti. Ecco, un altro tassello della digital transformation è proprio questo, inserire degli incentivi, o bonus o premi, per i propri clienti.
Quelli del delivery sono apripista in questo senso: dopo una serie di ordini vi sono sconti su prodotti e consegne. Spesso le attività si poggiano a portali di fiducia per proporre scontistiche varie ed offerte a tempo. Un black Friday anche in periodi senza saldi. Tutti gli altri settori seguono a ruota. I colossi dell’intrattenimento digitale, su tutti i casinò online, hanno lanciato la novità dei bonus senza deposito, che consentono di diversificare i propri giochi e provarli pur senza versare soldi e denaro. Un motivo che fondamentalmente è alla base del grande successo raccolto da questa tipologia di giochi nel periodo peggiore della pandemia, a cavallo tra prima e terza ondata.
Di esempi da citare ve ne sono tantissimi: Spotify, con le sue varie formule, fondamentalmente offre la possibilità di invitare amici e parenti per vari pacchetti offerti a prezzi stracciati. Idem portali come Satispay, che offre voucher per chi porta altri iscritti. PlayStation Plus segue la stessa falsariga, offrendo prodotti mensili in cambio di abbonamenti. Creare rapporti di fiducia è inevitabile ed anzi è necessario, per tutte le realtà. Unica strada per sopravvivere in una dimensione che il Covid ha completamente stravolto.