Denuncia del presidente Cosfit: “Promesse pre-elettorali per l’abrogazione della disciplina del Settore Funebre, siamo pronti ad andare in Procura”

“Pensavamo che ormai la Calabria, o meglio alcuni ‘impresari’ funebri, se così possiamo definirli, avessero accettato le regole della civile convivenza, del rispetto, della moralità e della dignità di fare impresa ma a quanto pare è tutto inutile, i calabresi, non tutti questo è da intendersi, le regole e le leggi non le digeriscono proprio”. 

Sono zeppe di amarezza le considerazioni del presidente Cosfit – Comitato spontaneo imprese funebri Rocco Caliò, che denuncia particolari circostanze: purtroppo il nostro Comitato e le altre associazioni di settore apprendono dopo queste elezioni regionali, che sotto sotto il silenzio del voto alcuni candidati di cui non siamo a conoscenza di nomi e cognomi, abbiano promesso, in caso di loro vittoria, l’abrogazione del testo 48/2019 sulla disciplina del Settore Funebre, come già successo, in una sera di aprile del 2019, quando senza spiegazioni alcune il testo Lr 22/2018 è stato abrogato, per poi giustificarsi con l’impugnativa del Consiglio dei ministri, ma che a 7 giorni dall’udienza della Corte Costituzionale, la Regione Calabria, non ha avuto il coraggio di affrontare e presentarsi per difendere quel testo, con l’avvocato della nostra Regione pagato con le nostre tasse, cosa che invece ha fatto la Regione Lombardia, la quale ha vinto il ricorso legittimando per sempre con sentenza della Corte Costituzionale che le leggi regionali sul settore sono di rango superiore rispetto al Regolamento DPR 285/90 e hanno legittimità nel definire il settore e i requisiti di impresa”.

Caliò va a fondo della questione e annuncia di voler provvedere a “fare regolare denuncia contro ignoti presso la Procura di Catanzaro, su quanto circola nell’ambiente funebre, evidenziando alla Procura il perché questa legge non vogliono alcuni farla persistere, il perché si preme tanto per abrogarla e il come si agisce per tutto ciò. Siamo pronti – prosegue – a tornare davanti il Consiglio regionale con i carri funebri e questa volta bloccare la città. Non solo chiederemo risarcimento alla Regione per i danni che potrebbe provocare un’eventuale abrogazione, migliaia di soldi spesi non solo per i requisiti di impresa ma per le strutture realizzate. La Regione Calabria si troverebbe ad affrontare cause milionarie di risarcimento per aver provocato danni alle imprese che hanno investito mutando pure l’iter sanitario che ha permesso alla Regione Calabria di adeguarsi alle altre Regioni che vedevano già dal 2004 avere leggi nei propri territori. Eravamo rimasti quasi gli ultimi ad avere un testo e ora che lo abbiamo, qualcuno che non ama le regole nella propria vita decide come ridisegnare il proprio destino che altrimenti vedrebbe la cessazione o il riadeguamento delle proprie attività finora fatto in maniera poco chiara, trasparente e legittima. Invitiamo pertanto il futuro presidente della nostra Regione a prestare attenzione alle proposte abrogative nascoste contro questa legge, a chiedere ad eventuali proponenti che interessi hanno ad abrogare una legge di tale importanza e soprattutto al futuro Consiglio regionale a non cadere in trabocchetti fatti ad hoc per mantenere promesse pre-elettorali.

Noi – conclude – denunceremo ogni misfatto, i nostri occhi sono puntati su eventuali, e speriamo inattuabili, operazioni di giochi politici e mantenimento di promesse. Da noi si dice che non muove foglia se non tira vento, ma confidiamo nella moralità, trasparenza e onestà dei nostri consiglieri e del nostro nuovo presidente al quale auspichiamo buon lavoro”.

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