Declino Aeroporto, Ripepi individua il responsabile: “Falcomatà lo ha svenduto per interessi di partito e di carriera”

“Noi siamo Reggio Calabria, mai lo zerbino di nessuno”. Questo il filo conduttore del flash-mob cittadino e apartitico organizzato dal consigliere Comunale Massimo Ripepi, affiancato dall’imprenditore Giuseppe Falduto, all’Aeroporto dello Stretto per protestare contro il suo declino “causato principalmente da Giuseppe Falcomatà, che lo ha svenduto per interessi di partito e di carriera”.

Esordisce così Ripepi: “Siamo qua, liberi da casacche di partito, perché bisogna iniziare una battaglia di trasparenza e di luce, nel rispetto della legge, facendo nomi e cognomi, trovando le responsabilità per poi giungere ad una soluzione che possa salvare il cuore della nostra città, l’Aeroporto non più dello Stretto, ma del Ponte sullo Stretto.
Come affermo da sei anni, è necessaria una scissione di ramo d’azienda, una società separata da Sacal a gestione unicamente reggina. Non possiamo permettere di essere lo zerbino di altri competitor che non hanno alcun interesse a fare crescere i nostri territori. Passare da 800 mila passeggeri con la Sogas a 200 mila passeggeri l’anno con la Sacal, significa che l’Aeroporto è completamente allo sbando”.

“L’Aeroporto del Ponte sullo Stretto è il gioiello, il cuore pulsante della nostra città e ogni attività che si vuole sviluppare la si deve pensare intorno ad esso – continua il presidente della Commissione di Controllo e Garanzia Massimo Ripepi – perché questo deve essere l’Aeroporto del Ponte sullo Stretto. La costruzione del Ponte sarà l’opera più importante della storia e porterà un flusso ingente di persone che visiteranno la nostra città. Pertanto, tutto deve necessariamente essere collegato all’Aeroporto strategico attorno al quale si concentreranno tutte le infrastrutture”.

Evidenzia il consigliere che il declino dell’aeroporto è esclusivamente una questione politica: “Le responsabilità sono di Falcomatà e dei politici reggini che fino ad ora si sono venduti per un piatto di lenticchie non mettendo al primo posto l’interesse di Reggio. Falcomatà, ora, da carnefice tenta di trasformarsi in vittima e magari in capopopolo. Vi ricordo che lui sosteneva che non bisognasse parlare dell’aeroporto in Consiglio Comunale e che mai avrebbe fatto da capopopolo. Lui non deve fare il capopopolo, lui deve essere il servitore dei cittadini, il più il grande deve essere il servo di tutti”.

“Lamezia e Catanzaro fanno legittimamente il loro interesse. Non siamo contro i lametini e i catanzaresi, ma anche noi dobbiamo portare acqua al nostro mulino e combattere per la verità, la trasparenza e la giustizia per Reggio”.

A sostegno del consigliere Massimo Ripepi ha preso parte l’imprenditore, e già amministratore della città con Italo Falcomatà, Giuseppe Falduto: “Partecipo con il cuore perché non possiamo sentirci zerbini di nessuno, la mia presenza è da cittadino imprenditore”.

Non ero convinto sul beneficio dell’autonomia di gestione, però in questa fase il ragionamento di Massimo Ripepi, unico consigliere che veramente lotta per Reggio, trova più forza anche con la realizzazione delle due società. Basta fare una valutazione degli asset aziendali di Sacal, e poi si fa una scissione, la parte tagliata viene trasferita, le quote si passano a enti pubblici e privati”.

I responsabili del declino di Reggio risiedono qui e non sono né i catanzaresi né i cosentini. I politici reggini hanno portato Reggio Calabria al degrado sperperando soldi. Tutto questo è frutto di scelte politiche. Prossimamente la città di Reggio Calabria sarà protagonista della costruzione del Ponte sullo stretto e chi lavorerà per la sua realizzazione dovrà per forza utilizzare l’aeroporto. Io sì, ho interesse che la città sia ricca, gentile e bella”.

Ripepi, infine, ha sottolineato la valenza personale del suo intervento politico scevro da colori politici e dai partiti. ”Io sono qui da cittadino libero dai partiti, che vuole difendere gli interessi della sua città, Reggio Calabria. Gli altri invece non sono liberi perché devono fare gli interessi dei partiti padroni. Io, che sono di centrodestra, non sono d’accordo con la linea del centrodestra che ancora non ha capito che l’Aeroporto del Ponte sullo Stretto non si può sviluppare con una guida catanzarese, cosentina e lametina”.

Ripepi conclude proponendo, oltre alla scissione dalla Sacal, di eliminare immediatamente le limitazioni esistenti e lavorare per avere una governance territoriale finalizzata allo sviluppo dell’Aeroporto del Ponte sullo Stretto che catalizza tutte le strutture vicine.

Bisogna pensare che dobbiamo salvare il cuore della nostra città, che è ormai necrotizzata. Bisogna dire sempre la verità, le cose fatte bene si dicono ma anche quelle sbagliate. È il tempo di lottare per la nostra città. Dobbiamo unirci tutti, al di là dei colori politici, per realizzare il sogno di una Reggio forte, in alto, risplendente e alla stregua di tutte le altre città all’avanguardia.”

Noi faremo una presenza civica, il prossimo appuntamento sarà a Lamezia. Il popolo deve sostenere questa grande guerra, noi la faremo e quando servirà metteremo in luce ciò che sta accadendo. Non so quale sarà l’epilogo, ma se moriremo almeno moriremo da mezzi eroi e non da mezze cartucce, con la consapevolezza che abbiamo fatto di tutto per portare in alto Reggio”.

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