De Nisi (“Filadelfia rinasce): “La città merita rispetto, gli amministratori producano fatti concreti”

“Nel momento più difficile della sua storia, in cui il livello di indebitamento è ai massimi storici con oltre 11 milioni di debito e con mutui che finiremo di pagare nel 2040, il più alto calo demografico della provincia di Vibo Valentia e conseguentemente un tasso migratorio che ha raggiunto i livelli degli anni ’60, Filadelfia necessita di non subire gli eventi ma di governarli. Merita di essere guidata perché non può permettersi avventurieri, mossi da ambizioni personali, egoismi e finti moralismi”.

Ad affermarlo è l’esponente di “Filadelfia rinasce” Francesco De Nisi che invita ad evitare “proclami” e rileva la necessità che “ogni singolo componente in Consiglio comunale si armi di buona volontà e la smetta di vagabondare perché la comunità di Filadelfia non merita questo”. Per De Nisi “non è possibile leggere comunicati critici sull’operato dell’Amministrazione comunale del coordinatore dell’Udc ed allo stesso tempo vedere il suo rappresentante in Consiglio comunale votare tutte le delibere. Così come è inaccettabile sentire, il vicesindaco Carchedi, ripetere in Consiglio comunale per ben tre volte ‘per una Filadelfia diversa’ tralasciando il fatto che da tre anni fa parte di questa Giunta senza mai sentire una sua voce di dissenso al nulla prodotto finora. Se hanno a cuore le sorti di una intera comunità, così come dicono – aggiunge – diano seguito alle parole, con fatti concreti, si armino di coraggio e abbandonino la poltrona da assessore sulla quale sono comodamente seduti da tre anni. Filadelfia merita rispetto e buona volontà, Filadelfia merita di meglio”. Oltre a queste critiche, De Nisi propone una serie di punti programmatici dalla cui realizzazione, a suo parere, dipende lo sviluppo del territorio:

“Bisogna metter mano al Psc (Piano strutturale comunale), in fase di stallo da anni e questo non possiamo permettercelo perché l’economia filadelfiese si basa essenzialmente sull’edilizia. Che è in ginocchio, le imprese sono ferme, i lavoratori sono a casa ed i giovani scappano via.

Una sanatoria sulle bollette, per far respirare le casse comunali e risolvere per sempre il decennale problema dei residui attivi, ormai irrecuperabili;

Una chiara politica di trasparenza sulla salute pubblica, per mettere la parola fine sull’annoso dilemma riguardante la reale situazione igienico/sanitaria delle acque che sgorgano dai nostri rubinetti e dalle molteplici fontane pubbliche.

Mettere in atto tutte quelle iniziative per recuperare e disporre di risorse umane e finanziarie adeguate per offrire quotidianamente tutti i servizi tangibili ed indivisibili di cui la comunità ha bisogno e che ultimamente non sono stati garantiti adeguatamente. Mi riferisco, ad esempio, al servizio di Polizia municipale perché non è ammissibile che ci sia un solo agente ad occuparsi del controllo e della tutela dell’intero territorio comunale.

Riorganizzazione dell’apparato operativo e gestionale della raccolta differenziata, con relativa analisi dei costi: è inaccettabile a distanza di quasi 10 anni che le bollette Tari aumentino nonostante la percentuale di raccolta differenziata si attesti al 67,5%, tra le più alte in tutta la Calabria. Paradossalmente meno rifiuti consumiamo e più paghiamo”.

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