Il concorso internazionale per Mastro Bruno e la presa d’atto della realtà, come il già compiuto “Progetto Sirio, (oggi Domenico Aspro)” nascono dall’intuizione di Giacinto Damiani, già presidente del “Comitato Civico Mastro Bruno” ed estimatore, come il bisnonno Luigi (nato nel 1812, tre volte sindaco di “la Serra” e primo dell’Italia unita) ed il nonno omonimo (nato nel 1854), anche lui avvocato, sindaco e” primo Priore, che si ricordi. della SS Addolorata all’epoca di “la Serra” e lì vissuti assieme a Pelaggi (nato nel 1837).
Damiani, dopo 60 anni può avallare la sua verità interpretando il ruolo del “discepolo” ed estrapola, da par suo, la cultura universale del poeta analfabeta dalla quale fa emergere un coacervo di valori essenziali, di cui il territorio, l’umanità, hanno urgente, irrinunciabile necessità. Risalgono al 1956 la sua prima poesia ”Cronaca sirrisi” dedicata al maestro e nel 2014, grazie allo storico d’arte Domenico Pisani le riprove inconfutabili dell’analfabetismo di Mastro Bruno con il suo libro Fabrizia Serra San Bruno– 2012). “Le informazioni che mi dava mio padre, tramandategli da suo padre, sua madre, suo nonno erano esatte. Un Mastro Bruno – sbotta Damiani – intelligente ma analfabeta”. Ormai maturo, veste l’abito dell’ambasciatore della cultura universale di Mastro Bruno non risparmiandosi nel conferirgli dignità (vedi il libello e la reincarnazione richiamata nella prefazione, il monumento, il blog multilingue, circa cento poesie). La seconda edizione del concorso internazionale riconferma il suo impegno e, pragmatico come il maestro, si pone a favore dello sviluppo, condiviso dal Parco, di decine di Comuni portando tale cultura universale nel mondo e con lo stesso territorio “che rifiuta di delimitare sostenendo che “limiti e confini appartengano a mappe e notai”. Afferma che: “La cultura universale di Mastro Bruno è quella delle origini, del fare, priva di nozioni. Quindi la più idonea e capace di generare unione, meritocrazia, autoironia, riconoscenza, rispetto (valori indispensabili all’umanità, alla crescita civile, quanto le vocali lo sono per l’alfabeto). Le culture che ne fossero prive adornerebbero solo gente meschina, sostanzialmente incolta, potenzialmente pericolosa. Damiani vede oggi diventare realtà anche il suo desiderio, da ora non più segreto: “La Calabria è terra di folklore, con la migliore tarantella, poeti in lingua ed in vernacolo e, di quest’ultimo, Serra San Bruno, ne è di diritto la incontrastata capitale. Ha infatti un titolo in più: Bruno Alfonso Pelaggi, scalpellino, nato, vissuto e morto a Serra San Bruno (1837-1912) noto come ‘Mastro Bruno’, unico poeta analfabeta mai conosciuto e inserito nel 2014, dal curatore professor Gabriele Scalessa, nel “Dizionario Biografico degli Italiani”, agli onori della famosa, prestigiosa, Treccani.