Sintonia con il sentiment diffuso, decidere le priorità con il pragmatismo del Primo Cittadino che avverte la responsabilità di riempire con la compiutezza dei fatti il vuoto di credibilità. Quel vuoto che altri avevano fatto crescere a dismisura nelle vene occluse della fiducia nutrita dall’opinione pubblica. Il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, ha scelto questa strada: semplicemente. Annusando quali fossero, nel generale malcontento, i buchi neri più profondi della frattura tra amministratori e reggini, appena insediatosi ha dato immediato seguito, senza soluzione di continuità, a quanto proclamato nel corso della campagna elettorale.
E allora via con un lavoro che non ammette decelerazioni e frenate e abbraccia tutti gli ambiti della vita sociale; via con la pulizia straordinaria della città, per oltre un decennio ostaggio della spazzatura, metafora perfetta di quanto sia stato prodotto da Palazzo San Giorgio nei due mandati completati dal centrosinistra; via con la consegna della Reggina, cuore identitario di un popolo, in mani sicure; via con la sua sottrazione a quelle impegnate nei teatrini di commedianti da avanspettacolo finto amministrativo e finto sportivo; via con le procedure per riprendere i lavori di opere fondamentali abbandonate a sé stesse.
Cantieri deserti che hanno ripreso vita. Cantieri fermi, prossimi a riemergere dall’oblio in cui i rozzi del tempo che fu li avevano fatti sprofondare a causa di una radicata ignoranza politico-amministrativa. E su tutti, anche a livello simbolico, si ergeva quello del Ponte sul Calopinace che unirà il lungomare con il Parco Lineare Sud.
Avrebbe potuto e dovuto essere completato addirittura prima che, nel 2020, terminasse il primo tempo, con annesso recupero causa pandemia, della tragicommedia messa in scena dalla Compagnia teatrale “Falcomatà & Friends”. Invece, al sorgere del sole di un’afosa domenica 2 agosto 2026, Cannizzaro ha varcato il portone di Palazzo San Giorgio, dove aveva convocato senza indugi una Giunta straordinaria per approvare un atto deliberativo di indirizzo al Settore che “in maniera spedita – ha assicurato il Primo Cittadino, respingendo ogni fronzolo – dovrà approvare la nuova variante che, di fatto, si rivelerà essere un nuovo progetto per poi partire subito con i lavori”.
La costruzione del piccolo ponte affacciato sullo Stretto costituisce – come messo in risalto dal sindaco – in maniera emblematica il “fallimento politico, amministrativo, tecnico” della sciagura abbattutasi sulla città per dodici anni. Conscio di quanto purulenta fosse la ferita inferta dai “soliti noti imbranati”, il sindaco, nel giro di una manciata di settimane, ha sciolto tutti i nodi strappando il Ponte all’amara ironia dei reggini, ormai arresisi a un destino che appariva ineluttabile: “Prima ancora di formare la Giunta, prima ancora che i consiglieri comunali venissero proclamati e si insediassero, io ho messo la testa sulla faccenda”.
Nodi che si erano perfino ingarbugliati a causa della stolta decisione di chi lo ha preceduto e che aveva pensato bene di avviare, addirittura, le procedure per rescindere il contratto con la ditta aggiudicataria. “Una strategia – nella fotografia dello stato dell’arte scattata dal Primo Cittadino – poco intelligente perché si sarebbe andati incontro a contenziosi e ricorsi”. Nella sostanza, inconcepibile per le conseguenze rovinose che avrebbe causato, quest’opera non si sarebbe mai realizzata.
Cannizzaro, allora, ha imposto uno stop immediato alla procedura di rescissione. Ha invitato la ditta stessa e, ragionando attorno a un tavolo, si è addivenuti, con discrezione e saggezza, alle soluzioni necessarie per superare tutti i problemi.
Effetto immediato: domani, alle 11 di lunedì 3 agosto, il sindaco renderà nota la data di inizio dei lavori e, soprattutto, la data di inaugurazione. Sipario.