Da Pellegrino siluri sul Gruppo Pd di Vibo: “È una nuova filiale di Forza Italia, Pitaro guarda solo alla sua carriera”

“Nel silenzio di tutti e nella totale assenza del Partito democratico regionale a Vibo Valentia si sta consumando un inciucio peggiore dell’accorduni del 2014. Non saprei in effetti definire in modo diverso ciò che sta accadendo da qualche mese nella città capoluogo, e che si appaleserà in maniera clamorosa alle imminenti elezioni provinciali”.

Il duro attacco non arriva da forze sovraniste o dai 5 Stelle, ma dal dirigente regionale democratico Pino Pellegrino, attuale commissario del Parco delle Serre, che esterna pesanti sospetti.
“Il Gruppo consiliare del Partito democratico di Vibo – sostiene – in effetti altro non è che una nuova filiale di Forza Italia, composto com’è da consiglieri che da un lato puntano a conservare la poltrona e dall’altro, in forza di accordi trasversali noti a tutti, sostengono senza vergogna la peggiore Amministrazione della storia della città. Che poi l’azionista unico del gruppo del Pd, Vito Pitaro, in forza di un proprio progetto personale, abbia di fatto traghettato prima Stefano Luciano e poi Giovanni Russo e compagni alla corte di Costa e Mangialavori è un altro dato oramai incontrovertibile”. Ancora più diretti sono i fendenti successivi: “le elezioni provinciali chiariranno definitivamente uno scenario ormai noto a tutti e decreteranno in via definitiva due passaggi politici chiarissimi: grazie alla nuova versione dell’accorduni 2.0 il modello Vibo, il modello Costa-Mangialavori sarà esportato alla Provincia col contributo trasversale del Gruppo consiliare del Pd; Vito Pitaro potrà accreditarsi definitivamente alla corte di Mangialavori (e Zavettieri?) nel centrodestra portando in dote Stefano Luciano e sancendo la totale incapacità di reazione di Giovanni Russo e del Partito democratico.
A fronte di ciò – rileva Pellegrino – non resta altro che dare atto all’onorevole Viscomi, noto per la sua identità moderata, che ha già in maniera neanche troppo sibillina anticipato provvedimenti durissimi nei confronti di chi senza motivazione alcuna, ma per scelta imposta dai trasversalismi di Pitaro, si appresta a tradire il Partito democratico alle elezioni provinciali.
Infine – conclude – un’ultima considerazione va fatta per dare merito ad Antonio Lo Schiavo, riconoscendo l’errore di qualche tempo fa.
La coerenza che sta dimostrando è evidente segnale lanciato con i fatti a chi come Vito Pitaro in città, rompe e costruisce, fa e disfa, silura e premia in funzione esclusivamente dei propri interessi politici e delle proprie prospettive di carriera, oggi chiaramente orientate a destra. Rimane un ultimo dubbio e riguarda il circolo cittadino del Pd guidato da Pacilè. Di fronte ad un passaggio politico così complesso è stato convocato?
Gli iscritti del Pd della città si sono espressi sulla scelta del Gruppo consiliare e di Pitaro di votare Costa Mangialavori ed il centrodestra?”.

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