“Domotek regina di Coppa”, con il sorriso ancora stampato in volto, il team manager Mirko Crucitti torna col pensiero a quanto accaduto domenica pomeriggio al PalaBigi di Reggio Emilia: “Reggio Calabria è nuovamente sulle prime pagine dei giornali sportivi nazionali e questo fa estremamente piacere. Ora aspettiamo l’evolversi di questo campionato, ma siamo pronti a regalare altre scene memorabili e straordinarie”.
La finale di Supercoppa ha riacceso rivalità e ricordi recenti. Di fronte, ancora una volta, la temibile Conad Volley Tricolore Reggio Emilia, avversaria già incrociata in Coppa e nello spareggio promozione. E ancora una volta, è stato tiebreak: “Gli emiliani ci avevano già dato filo da torcere in Coppa e nelle cinque gare dello spareggio promozione. Alla fine, su sette gare totali, quattro le abbiamo vinte noi. Abbiamo più che dimostrato di essere una forza importante di questo campionato di A3 a livello nazionale”.
I complimenti, racconta il team manager, arrivano da ogni parte: “Dalla Lega, dalla Federazione, da tutta Italia per quello che stiamo costruendo. Siamo contenti, felici. Ma al contempo siamo concentratissimi”.
La festa per la Supercoppa è già alle spalle. La Domotek guarda avanti, perché il campionato riserva subito un altro snodo cruciale.
“Sabato c’è un’altra battaglia contro un nostro spauracchio – avverte Crucitti –. La Negrini CTE Acqui Terme l’anno scorso ci ha buttato fuori. Dobbiamo cercare di sovvertire l’esito della passata stagione, andare da subito in vantaggio vincendo a casa loro e poi aspettare gara 2 in casa il Primo maggio (sempre se sarà questa la data), che dovrà essere assolutamente una grande festa per noi”.
Ma, al di là dei risultati, ciò che più rende orgogliosa la società è lo spirito con cui vengono conquistati. In sette partite – tra Coppa, Supercoppa e spareggio promozione – non c’è stato mezzo screzio tra le due formazioni.
“Un clima di fratellanza incredibile – racconta Crucitti –. Bastava ascoltare le parole del nostro telecronista Giovanni Mafrici in sinergia con il telecronista emiliano in gara 5. È l’emblema di questo sport. Uno sport che piace, che sta convincendo”.
E i numeri parlano chiaro: “Vi sfido a trovare un altro sport dove su sette gare decisive ci sia stato un solo cartellino giallo, arrivato tra l’altro alla settima partita per un piccolo confitto di vedute tra il palleggiatore avversario e gli arbitri, non tra le due squadre. Squadre correttissime, che hanno fatto capire a tutta Italia che la pallavolo è uno sport diverso”.
Crucitti sottolinea il valore educativo: “È uno sport altamente inclusivo, formativo ed educativo per i bambini e le famiglie che vengono a vederci. Il nostro pubblico è fatto di tanti giovani e famiglie. Non potevamo avere un pubblico diverso in uno sport che ci dà sempre tante soddisfazioni ed insegna che la competizione non deve essere accompagnata da nervosismo o maleducazione”.
Impazza il “fenomeno Domotek”: “Tutti vogliono essere come noi. È facile quando si vincono i risultati”. Ma come si diventa così strutturati e vincenti?
“Noi abbiamo un’idea precisa di società, di squadra, del nostro progetto. Merito di chi l’ha fondata, la famiglia Polimeni con Marco Martino, e merito di chi come me, Cesare Pellegrino, Billy Gurnari e tutti altri siamo entrati in corsa. Abbiamo una nostra visione e la stiamo portando avanti”.
Il sostegno della città è stato determinante: “Fortunatamente, anche grazie ai risultati, la città ci sta seguendo alla grandissima. Senza la città e senza il nostro pubblico sarebbe tutto vano. Il nostro progetto è incentrato sulla città”.
E infine, l’annuncio che i tifosi aspettavano: “Adesso possiamo dirlo: la A3 effettivamente ci sta stretta. E tocca provarci. Negli anni dobbiamo provarci sempre di più”.