Crisi Serra, c’è l’apertura di “In alto volare”: “Saremo responsabili, ma con la nostra identità”

Dopo giorni tribolati, si vede la luce in fondo al tunnel della crisi che ha avvolto il palazzo municipale. L’appello lanciato dal sindaco Luigi Tassone trova, dopo un’amplissima e sofferta valutazione, l’accoglimento del gruppo “In alto volare”, pronto a compiere un difficile ed impegnativo passo, pur ponendo come indispensabile condizione un cammino di trasparenza.

“Il compito di chi decide di fare seriamente politica – premette il movimento guidato da Jlenia Tucci – è quello di servire la sua comunità, individuarne le esigenze, lavorare per la sua crescita. Guardare all’interesse elettorale del momento ed agire nell’unica prospettiva di ottenere vantaggi in termini di consenso fa invece parte di altre logiche che sono estranee all’interesse pubblico. Un concetto, quest’ultimo, che negli ultimi anni è stato spesso piegato rispetto agli interessi di parte facendo veicolare il messaggio secondo cui tutto è possibile senza sostenere i relativi sacrifici. Non è così”.
La riflessione nasce da una serie di constatazioni sulla vita della comunità ed il movimento civico spiega che “in un momento storico in cui la crisi economica ha messo in discussione la tenuta delle famiglie ed ha prodotto fenomeni di degenerazione democratica, ed in un contesto di gravi problemi vissuti da un territorio sempre più colpito dalla mancanza di lavoro, dalla privazione dei servizi e da una forte emigrazione, preferiamo non cavalcare l’onda dell’odio e dei frastuoni assordanti della critica distruttiva. Cerchiamo invece – aggiunge – di collaborare, mettendo da parte gli steccati, per costruire fondamenta più solide per il futuro di Serra San Bruno”. Quindi il passaggio chiave: “riteniamo pertanto di rispondere in maniera responsabile a chi ci chiede un contributo in termini di idee e di azioni per rafforzare lo sviluppo della nostra terra. E, d’altronde, abbiamo sempre operato in maniera responsabile, anche allorquando si è trattato di adottare decisioni difficili: chi condivide i nostri valori sa che al primo posto non ci può essere l’individualismo, ma l’appartenenza ad una comunità”.
La mano tesa è però legata alla pre-condizione della lealtà: “non ci interessano – sostiene ancora ‘In alto volare’ – alchimie, prove e parentesi. Crediamo, invece, che ci sia la necessità di un piano di sviluppo credibile, chiaro e duraturo per Serra e per i serresi. Se, confrontandoci – conclude – incontreremo condivisione su queste basi, che riteniamo irrinunciabili, saremo pronti a realizzare, con la forza delle nostre idee, delle nostre competenze, della nostra identità e del nostro lavoro quotidiano, un nuovo grande progetto”.

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