“Costringendo la Reggina ad emigrare a Vibo, la Giunta Falcomatà tocca uno dei picchi di negatività”

"I reggini hanno visto con i loro occhi il tracollo di una Reggio che non sa più sfruttare i finanziamenti statali ed europei"

“La evidente inadeguatezza politica della Giunta Falcomatà, di cui restano incolpevoli vittime i reggini, ha raggiunto uno dei picchi di negatività con la chiusura dello Stadio Oreste Granillo e la conseguenza nefasta per la Reggina che si vede costretta a migrare in campo neutro.

Evento senza precedenti nella storia cittadina”. Una verità disarmante che lascia sbigottiti procurando un senso di smarrimento generale di cui si fa portavoce Ernesto Siclari, Commissario provinciale del Movimento Nazionale per la Sovranità.
“Sono quattro – ripercorre il rappresentante di MNS – gli anni in cui Sindaco e Giunta hanno collezionato solamente sconfitte sociali, occupazionali e adesso anche sportive, specchio del momento drammatico di una Reggio che si ritrova nuovamente confine ultimo dell’Italia e della Calabria, stante l’inadeguatezza dei suoi amministratori di progettare e programmare, di far valere idee e strategie vincenti per un reale sviluppo del territorio.
Quella del Granillo costituisce l’ennesima sonora bocciatura per un Esecutivo incapace di assicurare anche l’ordinaria amministrazione ad una città che non merita questa situazione, questa scarsa attenzione persino per i servizi elementari, come tutti i rilevatori statistici evidenziano negli ultimi tempi.
Certamente, per la gravissima situazione di criticità relativa all’impiantistica sportiva cittadina, il Granillo chiuso alle gare della Reggina rappresenta davvero il vaso che trabocca. Basterebbe, solo ad esempio, ricordare in che condizioni versa oggi la palestra di Archi, dopo anni di inutilizzo, con i cittadini del popoloso quartiere privati di un punto di riferimento strutturale di primaria importanza; per non parlare di quello che una volta rappresentava un centro sportivo di eccellenza per l’atletica cittadina: il campo del CONI del rione Modena, oggi addirittura ridimensionato a parco ludico.
È evidente che Falcomatà, dopo quattro anni di scuse e di penosi tentativi di scaricare le responsabilità verso il passato, continua a palesare la sua inadeguatezza al ruolo di Sindaco di una comunità stanca e rassegnata.
Ma i reggini hanno visto con i loro occhi il tracollo di una Reggio che non sa più sfruttare i numerosissimi ed ingenti finanziamenti statali ed europei, destinati alle Città Metropolitane, con il risultato che questo prestigiosissimo traguardo istituzionale viene mortificato dai dati che oggi il Sole 24 Ore illustra, annoverando la nostra città tra le meno virtuose del Paese. Ciò che poteva e può costituire strumento di sviluppo è allo stato attuale involucro privo di progetti, contenuti e finalità”.
“”Stadio Granillo apre il cancello di questa mia città” canta l’inno della squadra Amaranto, orgoglio di una Reggio che aveva imparato a vincere, ma il bravo autore – sottolinea con malcelata tristezza Siclari – certamente non aveva fatto i conti con questa Giunta”,

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