Cosmo Tassone, un gentiluomo che riusciva a spiegare la vita

“Sindaco, ma ci sono casi di Covid a Brognaturo?”. La mia ultima chiamata a Cosmo Tassone parte sabato 9 gennaio alle ore 19.24 ed è di carattere informativo.

La voce che mi risponde è stranamente incerta, affannosa, avverto quasi la sensazione di un pianto. “No – spiega il mio interlocutore – nessun caso. Ho appena fatto controllare. Sono invenzioni. Piuttosto, io ho questa tosse fastidiosa, ma niente di particolare”.

“Sicuro, sindaco?”. “Sì, sto bene” replica.

È la mia ultima conversazione con una persona originale, speciale, che ho apprezzato per la sua decisione, per il suo non farsi influenzare dagli altri.

Aveva le sue convinzioni Cosmo Tassone ed era difficile smontarle. Non si fidava troppo dei tecnici, si basava molto sul suo fiuto, sulla sua esperienza. Era generoso, leale, combattivo. Voleva difendere un territorio che ha visto crescere, ma che ha perso troppi servizi. Il ricordo che conservo di lui, non è quello del politico, ma quello dell’uomo.

Qualche giorno prima della telefonata, l’ho incontrato in un supermercato di un centro limitrofo. Qualche battuta sui Puc, sulla politica, sulla sua visione dell’Amministrazione e del mondo. Ma quello che mi ha sorpreso è la sua visione della vita. “Non ti voglio prendere tempo adesso – mi ha detto, osservando i miei bambini – ci vedremo con calma fra qualche giorno. Vai, la tua famiglia ti aspetta”.

Ecco, Cosmo Tassone era un gentiluomo, con valori genuini e con un profondo senso di rispetto.

Peccato, non potrà rispettare la promessa di tornare ad incontrarci. Ma io custodirò sempre il ricordo di una persona che con una semplice frase riusciva ad insegnare molto di più di chi crede di poter dare lezioni.

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