Coronavirus, terapia intensiva e subintensiva: cosa prevedono e come si attuano

La diffusione del Coronavirus ha imposto la necessità ai sistemi sanitari di organizzare la suddivisione fra percorsi ordinari e percorsi Covid-19. Nella terminologia utilizzata nel proporre notizie sono entrati termini specifici che, al fine di rendere un servizio più completo, abbiamo inteso approfondire, soprattutto alla luce dei ripartizione dei posti letto di terapia intensiva e subintensiva. Proprio su questi due termini abbiamo ritenuto opportuno concentrarci. In casi come questo, è indispensabile ricorrere al contributo degli esperti.

Per come spiegato dalla Società italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia intensiva, “la Terapia Intensiva, o Rianimazione, è un reparto ospedaliero riservato a persone in condizioni di salute estremamente precarie, in cui una delle funzioni vitali (respirazione, circolazione del sangue, attività neurologica…) è attualmente insufficiente al mantenimento della vita. Una peculiarità di questo reparto sono gli strumenti tecnologici che vengono utilizzati per la cura delle persone ricoverate; questi macchinari necessitano di personale medico ed infermieristico altamente specializzato. Nel momento del ricovero, il personale medico-infermieristico di rianimazione provvede alle prime cure che consistono nel ‘sostegno delle funzioni vitali’; vengono controllati il battito cardiaco, la pressione arteriosa, la diuresi, l’ossigenazione del sangue, … e vengono curati immediatamente i problemi più gravi. Il controllo continuo delle funzioni vitali avviene necessariamente tramite tubi, fili, sonde, che verranno tolti il prima possibile. A causa di un tubo che passa attraverso la bocca o il naso ed è collegato ad una macchina respiratoria, alcuni pazienti, anche se perfettamente svegli, non sono in grado di parlare. Questa impossibilità di parlare è temporanea e si risolverà non appena sarà possibile rimuovere questo tubo”.

“La terapia intensiva – precisa il dottor Lamberto Padovan, direttore dello Uoc di Anestesia e Rianimazione al ‘Mattino’ – ha lo scopo di sostenere o sostituire le funzioni vitali di un malato. Quella intermedia, invece, si propone un monitoraggio intensivo del paziente: ospita dunque malati che non necessitano di trattamenti intensivi ma che, per la loro gravità, devono essere costantemente sorvegliati”.

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