Coronavirus, Piserà: “Consiglieri regionali e parlamentari versino lo stipendio al Sistema sanitario regionale”

“La situazione emergenziale venutasi a creare deve necessariamente mettere ognuno davanti alle proprie responsabilità soprattutto chi ha l’onore e l’onere di rappresentare i cittadini nelle varie istituzioni”.

Lo afferma il consigliere comunale di Tropea e referente territoriale della Lega Antonio Piserà che aggiunge: “laCalabria con la sua fragile struttura sanitaria, frutto di decenni di scelte scellerate, indistintamente di destra o di sinistra, è messa a dura prova dal Covid-19”. “I 30 consiglieri regionali, eletti lo scorso 26 gennaio – sostiene l’esponente del Carroccio – sono tutt’ora assenti in quanto ancora non insediati, quindi non operativi, a causa del secondo rinvio del Consiglio regionale. Sento il dovere di invitarli, per senso di responsabilità e dovere civico verso i calabresi che hanno dato loro la propria preferenza, a devolvere gli stipendi al Sistema sanitario regionale. Mancano i fondi e sono necessari presidi, strumenti e figure professionali per fronteggiare la pandemia in corso. E sensibilizzerei ad un gesto analogo i 20 deputati e i 10 senatori calabresi eletti a Roma”. Ad avviso di Piserà, “questo è il momento di passare dagli slogan ai fatti, dimostrando concretamente l’amore per la Calabria privata fino ad ora di mezzi, di fondi e persino di dignità. Stavolta, però, l’avversario è un vero killer dalla forza sorprendente e spaventosa ancora orribilmente imprevedibile. La nostra Regione, è palese e manifesto, non può affrontare la criticità dell’allarme in corso, né, ad ora, prepararsi all’eventuale e scientificamente plausibile incremento numerico, considerati i valori delle Regioni della nostra Nazione già drammaticamente colpite prima e, per il momento, più di noi. Una politica intelligente, attenta e sensibile – rileva – non può restare in attesa della catastrofe senza provvedervi per tempo: non è detto che sia, ma la sola eventualità non ci consente di attendere il corso degli eventi a braccia conserte. L’appello è rivolto all’istituzionalità dei ruoli, ma anche all’umanità di coloro che li hanno accettati: l’inclemenza della storia – conclude – fornisca al nostro territorio  l’occasione per un dignitoso affrancamento, ora che il reale prezzo è la vita degli esseri umani”.

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