Congresso Pd, Viscomi: “Serve un cambio di rotta, soprattutto in materia di lavoro”

*Ancora un fine settimana dedicato ad incontrare le persone per costruire insieme un futuro possibile. L’ho fatto incontrando in alcuni circoli i militanti del partito democratico impegnati nelle convenzioni congressuali. Ho condiviso la necessità di costruire un partito, anzi una comunità politica autenticamente popolare e riformista, senza nostalgie e senza rancori, capace di guardare avanti, di creare reti ed alleanze trasparenti per cambiare questo nostro paese e per frenare l’avanzata pericolosa di populisti e sovranisti. Ho rivendicato i meriti dei governi di centrosinistra di Letta, Renzi e Gentiloni – che sono stati tanti, benché spesso e colpevolmente dimenticati, trascurati, taciuti e addirittura non conosciuti proprio – ma ho indicato anche alcune necessarie correzioni di rotta, soprattutto in materia di lavoro, di famiglia, di maggiore attenzione alle situazioni di disagio ed alle periferie dell’esistenza. È difficile dar credito a chi invoca ora discontinuità, dopo aver condiviso e spesso proposto e costruito, con responsabilità elevate e ruoli apicali, tutto il percorso passato.

Ho pure contestato l’idea che i giovani non vogliono prendere parte alla vita politica. Per quello che vedo e vivo, i giovani vogliono partecipare, sono interessati alle questioni, vogliono discutere del loro futuro. Per loro la politica è qualcosa che riguarda la vita reale e quotidiana, per fortuna, non il posto di Tizio, la segreteria di Caio, la presidenza di Sempronio, il piccolo contrattino con un ente pubblico, la vicinanza al politico potente. Per tutte queste ragioni ho chiesto di sostenere Maurizio Martina nel suo percorso verso le primarie. A Catanzaro ho incontrato pure la grande organizzazione sindacale della Cisl Calabria. Dalla Cisl, dalla sua lunga storia, ho imparato l’importanza della contrattazione. Per ottenere dei risultati bisogna essere sempre in grado di fare sintesi degli interessi, di tenere conto delle diverse sensibilità e delle differenti esigenze. Ma ho imparato anche che bisogna avere il coraggio di accettare le sfide del presente senza rifugiarsi nella nostalgia del passato. Come fu a Gioia Tauro, tanti anni fa, quando la Cisl, guidata da Gigi Sbarra, oggi segretario nazionale aggiunto, accettò di negoziare un accordo di flessibilità per consentire l’avvio positivo dell’esperienza portuale. Allora la Cisl ebbe tutti contro. Oggi tutti parlano del porto di Gioia Tauro. Ecco, quando una barca lascia il porto, c’è chi pauroso guarda vero il molo che abbandona, e c’è invece chi già sogna il porto che dovrà raggiungere e traccia la rotta da seguire. Così dovrebbe essere la politica. Soprattutto oggi. Soprattutto in Calabria.
*Antonio Viscomi – Deputato Partito democratico

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