Comunali Reggio, centrodestra incastrato tra fughe in avanti e corsa alla leadership

Il tanto auspicato slancio in avanti della coalizione di centrodestra", non "ha visto" alcun "decisivo consolidamento

Tatticismi esasperati e strategie silenziose sono i due ingredienti essenziali della politica politicante, quella che mira a salvaguardare gli interessi individuali dei decisori strabattendosene di quelli collettivi.

Anche nell’arte della dissimulazione, però, è necessario essere autentici fuoriclasse, altrimenti il rischio di essere sbeffeggiati dagli eventi è proprio lì, dietro l’angolo, nascosto sotto le sembianze di realtà marmorea, che non si lascia scalfire da trucchi e trucchetti della comunicazione. Quello che sta succedendo attorno al tavolo del centrodestra per la scelta del candidato a sindaco di Reggio Calabria, ancora deserto perché nessuno vuole avvicinarsi a ciò che appare poco solido e rischia di finire in mille pezzi, è una tragicommedia di scarsa qualità. Chi ritiene di avere l’asso nella manica non immagina nemmeno dove sia conservato gelosamente il mazzo di carte ed è da questo equivoco che discendono, a cascata, tutte le conseguenze perniciose per la coalizione e, dunque, per la città che anela verso un’alternativa, purchessia, al cataclisma Falcomatà. Il copione, che finora non ha riservato colpi di scena degni di nota, si è limitata ad un sussulto con la pubblicazione della nota, talmente furba da apparire ingenua, di colui si è fatto latore il deputato di Forza Italia, Francesco Cannizzaro. Lasciando strombazzare ai quattro venti che con Cristian Invernizzi, il parlamentare bergamasco deus ex machina della Lega in Calabria, si è creata una “grande intesa”, ha lasciato intendere che tutto stia evolvendo verso una soluzione ed il patto tra i due contraenti sia blindato. Fosse vero, sarebbe la chiave di volta per il centrodestra reggino alla ricerca del percorso più sicuro per raggiungere, da trionfatore, Palazzo San Giorgio. Peccato, però, che la verità dei fatti non sia nemmeno lontana parente della versione fatta filtrare ad arte tramite i canali “ufficiali”. Il coordinatore provinciale degli “azzurri” aveva, con la massima urgenza, necessità di recuperare il ruolo di tessitore capo dopo la sprovvedutezza con la quale aveva preparato l’interpartitica che si sarebbe dovuta svolgere la settimana scorsa. Perché il disegno apparisse ricco di colori intensi agli occhi degli interlocutori gli serviva una foto da sfoggiare con il Commissario Coordinatore regionale delle truppe salviniane e così è stato, ma dietro quell’immagine non c’è, al momento, nulla di nulla. Anzi, il buon Invernizzi ha chiarito, una volta di più e senza prestare il fianco ad ambiguità di sorta, che la Lega, per adesso, ha un unico obiettivo: ragionare sui programmi, unica e sola base reale per siglare un accordo con gli altri partiti, tutti, nessuno escluso, tra quelli posizionati sulla medesima lunghezza d’onda, Perché mai, è il ragionamento ovvio, la corrispondenza di amorosi sensi dovrebbe interessare Forza Italia e la Lega e non, contemporaneamente, Fratelli d’Italia, l’Udc, il Movimento Nazionale per la Sovranità ed eventuali altre sigle si dovessero ritrovare a condividere le stesse posizioni? Per non parlare della chicca rappresentata dalla notizia secondo cui si procede verso una improvvisa accelerazione della tempistica che condurrebbe al rinnovo del Consiglio comunale già a novembre. Sì, magari qualcuno ci casca, però l’onorevole Cannizzaro, contestualmente, dovrebbe anche rendere note le prestigiose entrature nella Capitale che può vantare e tali da averlo informato in merito alla decisione relativa alla data delle elezioni comunali. Nessuno, in verità, stante la situazione attuale, ha l’intenzione di allestire i seggi cittadini nel penultimo mese dell’anno, per cui anche questa è una non notizia che rientra nella strategia volta a riacciuffare quella leadership che stenta a trovare legittimazione. Dunque, tanto per essere ancora più schietti, “il tanto auspicato slancio in avanti della coalizione di centrodestra”, non “ha visto” alcun “decisivo consolidamento”, come al contrario riporta la famosa nota. Siamo fermi ai nastri di partenza, esattamente come una settimana addietro o tre mesi fa: niente, o quasi, è cambiato, se non che il tempo scorre, ma questa è una banale constatazione ben presente a tutti gli attori sul palcoscenico. E’ ancora lontano, lontanissimo, il tempo delle scelte sui nomi perché prodromico a questo passaggio dovrà esserci piena concertazione sulla visione comune. D’altra parte, tutte le forze politiche in causa, possono, quando sarà il momento, mettere sul tavolo, proposte autorevoli che saranno il punto di caduta naturale delle discussioni prossime venture. Quel che conta è riuscire a far sedere attorno al celeberrimo tavolo tutte le anime e le diverse sensibilità in grado di fornire un contributo. Perché ciò sia possibile è indispensabile, muniti di umiltà, fare tutti, individualmente, un passo indietro così da rendere attuabili dieci passi in avanti collettivamente. Quella identica umiltà che dovrebbe indurre chiunque a mettersi a disposizione, scevro da velleità di primazia, ma pronto ad offrire le proprie competenze, politiche e professionali, alla città. La capacità di mettere assieme una squadra di alto livello dopo il quinquennio disgraziato targato Falcomatà è di vitale importanza rispetto alla “semplice” scelta della persona fisica che andrà a guidare la città. L’uomo (senza qualità) solo al comando ha fallito: non è il caso di ripetere, sotto altre bandiere la stessa esperienza rovinosa. Le fughe in avanti, a suon di comunicati o inefficaci sondaggi sui social network, dunque, contano poco meno di zero al contrario delle idee, pilastro, come ha più volte ripetuto Cristian Invernizzi, di qualsiasi costruzione robusta si faccia artefice la Lega.

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