Comunali 2019, Vacalebre presenta la sua candidatura a sindaco “di Destra e aperta alla società”

il candidato sindaco ha in animo di arrivare allo start della campagna elettorale forte del supporto di quattro liste

Enzo Vacalebre va: indifferente ai sorrisi ironici e, anzi, quasi divertito, dal silenzio catatonico del centrodestra, il leader di Alleanza Calabrese ha presentato stamane la sua candidatura a sindaco di Reggio Calabria.

Lo ha fatto spiazzando gli interlocutori con una conferenza stampa “capovolta”, così l’ha definita, sistemando i giornalisti dietro il tavolo della presidenza e lui, protagonista dell’evento, su una sedia riservata alla stampa. Con umiltà pari alla chiarezza dei pensieri espressi, il capo del Movimento politico autonomista, sebbene debba abituarsi all’aplomb istituzionale tipico di chi aspira ad indossare la fascia tricolore, non si è discostato da toni, modi e registri comunicativi cui negli anni ha abituato l’opinione pubblica. Approfittando della convinzione fallace, da parte dei potenziali compagni di viaggio, di poter imporre ciascuno il rispettivo candidato, Vacalebre, dopo l’annuncio del 26 luglio, ha così impresso un’ulteriore accelerazione al percorso che ha deciso di intraprendere. Una decisione, a guardarla dall’esterno, coerente con il ruolo che si è ritagliato durante il mandato, arrivato ormai quasi alle ultime curve, del sindaco Giuseppe Falcomatà. Mentre i reggini si sentivano traditi, tanto dal Primo Cittadino quanto da coloro che, per obblighi derivanti dal ruolo di consiglieri comunali di opposizione, avrebbero dovuto contrastarlo ed incalzarlo sulle voragini di incapacità  manifesta del principale inquilino di Palazzo San Giorgio, il massimo dirigente di Alleanza Calabrese, nella maggior parte dei casi in beata solitudine, ha dato vita ad una persistente campagna volta a mettere in luce gli scempi falcomatiani che, pure, erano, e sono, sotto gli occhi di tutti. Quella illustrata stamattina è, a scanso di qualsiasi equivoco, una sfida dal profilo marcatamente di destra. Il fondatore del Movimento lo ha specificato senza infingimenti e con l’intento, dichiarato con la massima chiarezza, di delimitare in questa prima fase il perimetro di gioco. Mosso da questa idea, il candidato sindaco ha in animo di arrivare allo start della campagna elettorale forte del supporto di quattro liste, compresa una civica che affianchi quelle dell’ambiente politico-ideologico di provenienza. Dal popolo, col popolo, per il popolo: è questo il mantra in cui crede e dal quale avviare un dialogo, aperto e franco, “con la società”, guardandosi bene dall’aggiungere il consueto aggettivo “civile”. In punta di piedi, ma fieramente determinato ad andare avanti, ha esibito il Modello Unico su cui si legge di un imponibile pari a 13168,10 euro. Un precario della scuola, un maestro che dalla Calabria, per due anni di fila, è finito nel cuore della Lombardia per insegnare ai piccoli allievi delle scuole elementari ed ora, con la medesima serenità, fotografa l’invisibilità del centrodestra reggino decretandone la sua scomparsa. Una scelta, del resto, necessitata dallo stallo, imbarazzante quanto oggettivo, in cui versa quella parte politica. Sono in tanti, da quelle parti, ad essere convinti di poter beneficiare ancora dello strapotere di cui disponevano negli “anni d’oro dello scopellitismo”. Non è così e nemmeno la debordante personalità di Salvini, oggi palese ma senza alcuna certezza in merito al fatto che essa si mantenga da qui all’autunno del 2019, potrà fungere, sul territorio, da scudo in una situazione che appare nitida: nessuno di coloro che siederanno attorno al tavolo delle trattative avrà la forza di imporre il proprio candidato a sindaco. Esso dovrà essere, per forza di cose, condiviso. Basti pensare ai nomi circolati in questi mesi, tutti fuori dai giochi già in partenza, o perché vittime di veti invalicabili o perché clamorosamente inadeguati e la città di Reggio Calabria, avvisiamo i più distratti, reduce dalla immane catastrofe targata Falcomatà, non ha la benché minima intenzione di affidare la ricostruzione sulle macerie ad un/una Falcomatà di centrodestra.

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