Comitato “Reggio Non Si Broglia” ad alta voce: “Il silenzio dell’Amministrazione Falcomatà può essere interpretato come omertoso”

“Palazzo San Giorgio, espressione artistica dello stile Liberty reggino, sede dell´Amministrazione comunale, a detta dei giovani protagonisti della primavera reggina doveva diventare – ironizzano i membri del Comitato ‘Reggio Non Si Broglia’ – il palazzo di vetro, per la trasparenza della loro attività.


Al di là dei bei proclami con il passare degli anni è diventato il palazzo di gomma, nessuna trasparenza tanto proclamata e imbarazzanti silenzi a fronte di richieste di chiarimenti e confronti da parte dei cittadini.
Di seguito i fatti che per dimostrare quanto affermato.
A seguito della grave vicenda dei brogli elettorali, il nostro comitato, portatore dei sentimenti della cittadinanza, ha operato per fare chiarezza ed eliminare ogni possibile ombra sull´operato degli inquilini di Palazzo San Giorgio.
Già dall´inizio della vicenda abbiamo assistito il tentativo da parte del sindaco e dei suoi fedelissimi, di sminuire l’accaduto e circoscriverlo a pochi casi isolati, ma i fatti mostravano che c’era il serio rischio che non fosse un caso circoscritto, ma coinvolgesse più soggetti e poteva addirittura assurgere a ‘sistema ben organizzato’ teso a favorire non un solo candidato”.
“Al fine di chiarire i dubbi, abbiamo tentato – ricordano i componenti del Comitato – un confronto con l´assessore alla Legalità, Rosanna Scopelliti, inviando un dettagliato documento con alcune ipotesi di azioni non legali all´interno del contesto nel quale opera, chiedendo un incontro per un confronto costruttivo, richiesta inviata il 23 febbraio, ad oggi nessuna risposta. Oltre sospetti di illegalità abbiamo riscontrato una serie di episodi che vanno contro la morale e pertanto abbiamo ravvisato gli estremi per porre la ‘questione morale’, abbiamo inviato un dettagliato documento al vice sindaco professor Perna, descrivendo i fatti che possono rientrare nella questione morale, chiedendo anche in questo caso un confronto costruttivo. Inviata documentazione il 24 di marzo, ad oggi nessuna risposta. Abbiamo richiesto un momento di confronto democratico con la convocazione di consiglio Comunale Aperto, così come previsto dalla Statuto Comunale, provvedendo alla raccolta di 384 firme, ed inoltrata la richiesta al presidente del consiglio Enzo Marra, in data 18 di marzo, abbiamo sollecitato una risposta in data 31 di marzo ed una il 12 di aprile. Ad oggi nessuna risposta.
L’elemento comune, preoccupante e sintomatico di una certa cultura è il silenzio, un silenzio che però esprime la non volontà al confronto con i cittadini, un silenzio ermetico, pericoloso che può essere interpretato come omertà. Dai servitori della collettività ci si aspetta una maggiore disponibilità al confronto e non l’arrogante silenzio, l´indifferenza assoluta alle istante che nascono dai cittadini.
“Un simile atteggiamento – traggono le conseguenze i rappresentanti del Comitato – mortifica la democrazia e lede gravemente il rapporto di stima e fiducia tra il cittadino e i suoi rappresentanti eletti.
I muri o i palazzi di gomma non fanno bene alla democrazia, alla trasparenza alla politica, auspichiamo una presa di coscienza e di responsabilitá da parte degli attuali amministratori, un´apertura al confronto dialettico finalizzato all´assoluta trasparenza, legalitá e moralitá, necessarie per un rapporto di fiducia tra il cittadino e chi lo amministra”.

Contenuti correlati