Il Comitato celebra l’anniversario della morte di Mastro Bruno Pelaggi: “Diffondere la cultura del rispetto”

Nell’anniversario della morte di Mastro Bruno Pelaggi (6 gennaio 1912), l’omonimo Comitato, guidato dal presidente Giacinto Damiani, intende rendere omaggio al poeta scalpellino che, con i suoi versi in dialetto, denunciò i soprusi dei potenti cantando la miseria ed i sentimenti del popolo serrese in un momento storico travagliato.
“La cultura di Mastro Bruno – scrive il Comitato, che mira a riprendere i valori incarnati dal poeta analfabeta – è quella universale, delle origini, priva di nozioni, ma la sola capace di generare unione, meritocrazia, autoironia, rispetto (valori indispensabili all’umanità, alla crescita civile, quanto le vocali lo sono per l’alfabeto). Se le culture salottiere ne fossero prive, adornerebbero solo gente meschina, sostanzialmente incolta, potenzialmente pericolosa”.
Il Comitato invita inoltre a diventare “brunisti”, cioè persone che s’impegnano “al rispetto dei diritti e dei doveri, a coltivare ricchezza e non miseria, a non vergognarsi del territorio”. “Il brunista – spiega ancora il Comitato – ha l’obbligo di rispettare il prossimo, le Istituzioni e i politici dei vari schieramenti. La stima – conclude – è personale e non deve sminuire il rispetto dovuto, comunque, per il ruolo. Il brunista, infatti, vuole che si costruisca, non che si litighi”.

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