Come la ‘ndrangheta controllava lo smercio di droga: i DETTAGLI della nuova maxi operazione coordinata da Gratteri

Nelle prime ore della mattinata odierna, il Servizio Centrale Operativo e le Squadre Mobili di Cosenza e Catanzaro, supportati da pattuglie di diversi Reparti Prevenzione Crimine, nonché dalle Squadre Mobili delle Questure di Reggio Calabria, Monza-Brianza, Viterbo e L’Aquila, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e il sostituto procuratore Alessandro Riello, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 45 soggetti indagati per la partecipazione ad una associazione, armata, finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente operante nei comuni della Valle dell’Esaro  facente capo alla famiglia Presta.

L’ordinanza cautelare è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, per il delitto di cui all’art. 74, commi 1^, 2^, 3^, 4^, d.p.r. 309/90, poiché gli indagati si sarebbero associati fra loro, a vario titolo, al fine di commettere più delitti fra quelli indicati nell’art. 73 D.P.R. 309/90 ed in particolare quelli di vendita, cessione, distribuzione, commercio, trasporto, consegna, acquisto, ricezione o comunque illecita detenzione di  ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, hashish e cocaina.

A numerosi tra i predetti sono stati contestati, altresì, diverse rati di cui all’art. 73 D.P.R. 309/90, all’art. 629 c.p. (estorsione), all’art. 648 (ricettazione), all’artt. 10 e 14 L. n. 497/74 (porto e detenzione abusive di armi).

In particolare, l’odierno provvedimento rappresenta la conclusione di un’articolata indagine, condotta dalla Polizia di Stato sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro, che ha consentito di individuare un’organizzazione criminale finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ben ramificata e operante nel territorio dell’intera Valle dell’Esaro facente capo ad esponenti della famiglia Presta, grazie al legame con Francesco Presta, detto Franco, storica figura del contesto della ‘ndrangheta cosentina, egemone sul territorio.

L’organizzazione criminale avrebbe controllato il territorio di riferimento, nello specifico tra i comuni di Tarsia, Roggiano Gravina, San Lorenzo del Vallo, Spezzano Albanese, Acri, esercitando il proprio potere mediante la capillare e asfissiante imposizione dei propri spacciatori nelle varie piazze di spaccio, nonché di quella dei canali di approvvigionamento e rifornimento della sostanza stupefacente; in particolare la sostanza stupefacente del tipo cocaina veniva approvvigionata da fornitori reggini vicini alle cosche di Platì.

Le indagini hanno altresì consentito di ricostruire numerosi episodi di spaccio di sostanza stupefacente e di procedere a sequestri di stupefacente di vario tipo, e arresti in flagranza di reato, in distinte occasioni.

È stata poi ricostruita, in diverse circostanze, la disponibilità, da parte degli esponenti dell’associazione criminale, di armi da fuoco, anche da guerra, nonché la perpetrazione di reati contro il patrimonio causati da insolvenze nel pagamento delle varie di partite di stupefacente approvvigionato.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelati personali, grazie agli accertamenti effettuati dal personale specializzato della IV Divisione del Servizio Centrale Operativo è stata altresì data esecuzione ad un articolato provvedimento di sequestro preventivo avente ad oggetto terreni, edifici e beni (2 imprese individuali e 32 immobili) riconducibili ad alcuni degli indagati, in particolare Francesco Ciliberti, Antonio Presta, Giuseppe Presta e Roberto Presta,per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, nonché al sequestro di 3 autovetture.

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