Colpo di scena nell’inchiesta “Robin Hood”, la Cassazione annulla senza rinvio la decisione del Tribunale della Libertà

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, decidendo sul ricorso degli avvocati Enzo Gennaro e Domenico Naccari, ha “annullato senza rinvio il provvedimento depositato il 7 novembre 2017 dal Tribunale ex art. 310 del Codice di Procedura Penale di Catanzaro, che ha accolto l’impugnazione proposta dal Pubblico Ministero”.
“Il Tribunale dell’Appello – spiegano i due legali – con l’ordinanza, impugnata dalla difesa ed esaminata ieri dai giudici di legittimità, ha accolto l’appello del Pubblico Ministero, il quale ha censurato il fatto che in relazione al capo p) (vicenda del vivaio Santacroce), che nella richiesta cautelare proposta dallo stesso Pubblico Ministero era qualificata come estorsione aggravata dall’articolo 7  della Legge 203/91, il Giudice delle Indagini Preliminari nell’ordinanza cautelare non avesse confermato l’ipotesi estorsiva, per come richiesto dall’accusa, e che la stessa fosse stata derubricata in minaccia aggravata dall’articolo 7 della Legge 203/91”. Dunque, la Corte di Cassazione pone un punto fondamentale a favore di Salerno.
L’ex assessore regionale fu arrestato il 2 febbraio 2017 nell’ambito dell’inchiesta “Robin Hood” e passò ai domiciliari il 20 giugno per poi tornare in libertà solo il 20 novembre per “l’insussistenza delle esigenze cautelari”.
Salerno ha sempre rispedito al mittente ogni accusa e all’atto del suo reingresso in Consiglio regionale, avvenuto il 30 novembre, ha ribadito la sua innocenza sostenendo di “non aver commesso nessun fatto delle ipotesi di reato che mi vengono contestate” specificando che, in caso contrario, e cioè se fosse stato colpevole, si sarebbe “dimesso”. Al momento non sono noti i dettagli della decisione della Corte di Cassazione.

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