Cisal: “A chi conviene tenere la sorveglianza idraulica in questo stato?”

* di Gianluca Persico – In questa Regione le corrette relazioni sindacali per alcuni Enti sono diventati un “optional” a discrezione di chi guida sotto mandato politico della Giunta regionale alcuni importanti Enti che sono l’asse portante di funzioni fondamentali.

Per poter dialogare e chiedere chiarimenti ad esclusivo interesse dei lavoratori non è più sufficiente richiedere attraverso i canali ufficiali incontri e chiarimenti su diritti e prerogative negate ai lavoratori poiché alcuni Enti non ritengono sia necessario rispondere ufficialmente alle OO.SS. che rappresentano legittimamente i propri iscritti. Naturalmente il caso più vicino è quello di Calabria Verde che opportunamente sollecitata dalla NS O.S. sul Servizio di Monitoraggio della Rete Idrografica Regionale lo scorso 11 aprile 2019, con nota PEC, venivano richiesti chiarimenti all’attuale Responsabile del Servizio in merito all’avvio della “FASE DI MONITORAGGIO” del  Servizio di Sorveglianza Idraulica, attualmente “prigioniero” di un CCNL che non consente di sviluppare secondo normative Nazionali e Regionali il corretto svolgimento dello stesso.  Nella nota trasmessa anche al Commissario straordinario di Calabria Verde si rappresentava tale situazione e si chiedevano chiarimenti in merito alla richiesta fatta in forma non ufficiale ai lavoratori direttamente sui cantieri dei relativi distretti, pur in presenza di una regolare disposizione emanata dal Responsabile Del Servizio Pro-Tempore in data 09/08/2017 Prot. N° 69793 con cui, vista l’attuale normativa vigente e l’anomalia contrattuale che non consente all’Azienda di sviluppare secondo la Delibera di G.R. 301/2013 si impartiva ai lavoratori di procedere con la sola fase di “Sorveglianza Idraulica”. Oggi, il nuovo Dirigente dell’U.O.T. della Regione Calabria, in modo coerente e in ossequio alla normativa Nazionale e Regionale vedi Delibera di G.R. 423 del 24/09/2018, chiede in quanto detentore del Coordinamento e supervisione delle attività di “Sorveglianza Idraulica” che venga fatto il Monitoraggio per come previsto dalla Delibera di G.R.  301/2013. Naturalmente, a livello Aziendale non essendo considerati al pari di altre sigle sindacali invitate alle trattative anche per il rinnovo del “CIRL” su cui avremmo tanto da dire, non ci hanno nemmeno degnati di una risposta ledendo non i diritti costituzionalmente previsti per esercitare le prerogative sindacali ma soprattutto quelli dei lavoratori che ci onoriamo di rappresentare.

A questo punto sorge spontanea una domanda: la Sorveglianza Idraulica, a chi conviene tenerla così? In Calabria, come molti sanno esiste il Servizio di Sorveglianza Idraulica. Per chi non lo sapesse si tratta di personale che dovrebbe andare in giro a sorvegliare e salvaguardare il territorio, in caso di problemi legati ad eventuali esondazioni dei fiumi (in Calabria 100% comuni sono a rischio idrogeologico). Diciamo  dovrebbero, perché loro malgrado non possono farlo e vi spieghiamo anche il perché. Questo personale, dopo aver  effettuato una regolare selezione pubblica, aveva diritto ad un contratto pubblico (come previsto dalla legge e come è in tutte le regioni d’Italia e non come sono stati inquadrati al loro avvio al lavoro presso l’A.Fo.R. ora Calabria Verde), che permetteva loro di effettuare il servizio in piena regola compreso il monitoraggio e il censimento delle opere idrauliche dissestate nel territorio. Il monitoraggio delle aste fluviali oggi è tornato alla ribalta, visto quanto sopra specificato poiché  l’Ing. Comito della Regione Calabria, chiede, giustamente di effettuare a Calabria Verde, a seguito di formale assunzione secondo la L.R. 25/2013 e del successivo Atto Aziendale approvato con Delibera del D.G. pro-tempore n°8 dell’1 agosto 2014 del corretto svolgimento del “Servizio Pubblico Essenziale”  che ancora oggi, non può essere fatto perché i lavoratori non sono giustamente inquadrati. Qui scatta l’emergenza e si mette in campo un Dirigente di Calabria Verde, che va in giro ad incontrare il personale e a dire loro “verbalmente” di effettuare il monitoraggio, ma non lo scrive, semplicemente perché non può farlo, sapendo lui stesso di andare contro la legge (infatti lo fa scrivere all’ing. Comito e tenta di farlo passare come un ordine di Servizio da parte di un Dirigente Regionale a personale di Calabria Verde, che dovrebbe risponderne non solo per le attribuzioni di Legge Regionale e di atti formali della G.R. ma soprattutto in qualità di “Datore di lavoro”). Da premettere che è la stessa Calabria Verde, con  delibera  232 del 2015 (mai applicata, quattro anni di tempo non sono bastati) che dice che questi lavoratori hanno una contrattazione sbagliata e che bisogna cambiarla. Oggi invece, l’attuale Responsabile almeno crediamo visto che non esiste atto ufficiale emanato, preso da un impulso irresistibile di spirito di servizio, mette mano sulla sorveglianza e “chiede” senza “Ordine di servizio”a tutto il contingente, di riprendere ad effettuare il monitoraggio. 

Naturalmente queste osservazioni, nel rispetto dei ruoli “istituzionali” sono state trasmesse dalla scrivente O.S. a mezzo di pec a lui stesso indirizzata, la stessa persona che nel 2014 scriveva al commissario dell’A.Fo.R., che questo servizio con l’attuale inquadramento non si poteva fare, oggi è cambiato qualcosa? L’attuale commissario Aloisio Mariggiò, anche lui destinatario della stessa pec  nella quale si richiedeva un ordine di servizio scritto perché non è intervenuto? Preferisce non entrare nel merito della vicenda, lascia passare sperando che la situazione si calmi. Perché non prende carta e penna e scrive lui le Direttive da far eseguire ai suoi dipendenti? Caro Commissario, sappiamo come O.S. che Lei che scrive sempre e firma tutti gli avvisi rivolti ai lavoratori dell’Azienda attualmente da Lei diretta, non si eclissi da questa vicenda, in fondo è stato proprio lei ai microfoni di Striscia la Notizia a dire “all’epoca con i Sorveglianti, per quanto riguarda il contratto è stato fatto un papocchio”, aggiungendo che avrebbe risolto tutto nel giro di pochi mesi e nel 2016 al Corriere della Sera che, “L’assoluta mancanza di mezzi meccanici adeguati e le limitazioni contrattuali previste per il personale impiegato nella sorveglianza idraulica, non hanno consentito di effettuare l’auspicato salto di qualità”. Avrà cambiato idea anche Lei? Speriamo sinceramente di no, come speriamo che venga data la possibilità di partecipare ai tavoli di trattative anche alla NS O.S. , già firmataria come risulta dagli atti del precedente “CIRL”. Auspichiamo nello spirito di corretta applicazione delle Leggi che Lei ha sempre applicato nella sua attività ovviamente nel rispetto delle direttive emanate dalla G.R. perché francamente non è possibile che un O.S. debba ricorrere agli organi di stampa per poter esercitare le prerogative sindacali  in base ad una interpretazione costituzionalmente orientata, alla luce dei principi enunciati dalla Corte Costituzionale (Sentenza n. 231/2013)  la violazione del  combinato disposto degli artt. 40 e 43 D.LGS. n. 165/2001 può dar luogo a contenzioso  considerato che esiste l’autonomia dei due livelli di contrattazione e  il confine ormai superato tra contrattazione pubblica e privata, per cui tutti i sindacati maggiormente rappresentativi, a prescindere dalla loro adesione al contratto collettivo nazionale, devono ritenersi legittimati a partecipare alle trattative per la contrattazione integrativa poiché privare un’associazione sindacale rappresentativa del diritto di partecipare alla contrattazione integrativa per il solo fatto di avere rifiutato la sottoscrizione del contratto collettivo nazionale costituisce una violazione del principio di libertà sindacale protetto dall’art. 39 Cost.”.  Naturalmente il sacrosanto diritto di fare Sindacato, in questa Regione auspichiamo che venga garantito a tutti i livelli perché non può essere prerogativa di poche OO.SS. in quanto esiste una libertà di scelta, quella dei Lavoratori  a cui nessuno può sostituirsi.  

* Segreteria regionale Fnasla Cisal

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