Ci sei mancato

I primi anni ci avevano illuso facendo immaginare una sequela infinita di perle

Confessiamolo: di Nino Castorina abbiamo sentito la mancanza. I primi anni ci avevano illuso facendo immaginare una sequela infinita di perle che sarebbero rimaste scolpite nella memoria collettiva. D’altra parte, come testimoniato dai passi d’avvio, c’erano tutti i presupposti, ne stava dando ampia prova con frequenza ed intensità impossibili da raggiungere per chiunque altro. Una gaffe dietro l’altra, sembrava programmato solo perché aprisse bocca e liberasse nell’aere il fumo della vacuità, dell’inutilità istituzionalizzata condita da tracotante prepotenza.

E, invece, all’improvviso, qualcuno a Palazzo San Giorgio, in uno dei rarissimi momenti di acume comunicativo della disgraziata Amministrazione Falcomatà, ha pensato bene di mettere la mordacchia al capogruppo del PD in Consiglio comunale, nonché Consigliere Metropolitano depositario di un’infinità di deleghe, perché da quelle parti ci tengono parecchio a premiare il merito (Bilancio, Politiche Internazionali e Comunitarie, Politiche per l’Immigrazione, Politiche Giovanili, Rapporti con gli Enti Locali, Rapporti con la Conferenza Metropolitana e con i Territori, Formazione Professionale e Polizia Metropolitana, Edilizia Scolastica e Programmazione della Rete Scolastica, Istruzione, Università e Ricerca). Mettetevi nei suoi panni, titolare di cotante attribuzioni, poteva mai passare per “fesso” (ipse dixit) sulla faccenda AVR, che tanto cara rischia di costargli, alla luce dell’inchiesta giudiziaria “Helios”? Tuttavia, il “nostro”, libero dalle incombenze iniziali di chi deve pubblicamente mettere becco su tutto, si è potuto dedicare alle questioni capitali, quelle su cui si gioca il destino di Reggio Calabria e della sua provincia. E quando meno te lo aspetti, con la complicità del Consiglio Metropolitano tutto, che ha accolto favorevolmente la sua mozione, cosa si è inventato? Qualcosa che noi, miseri umani alle prese con le comiche difficoltà in cui è annegato un centrodestra così limitato da non sapere in quale tratto di mare andare a prendere i pesci necessari ad affrontare la campagna elettorale culminante nel voto del 20 e 21 settembre, non avremmo mai e poi sognato anche solo di concepire. Signore e Signori, “La giornata celebrativa per tutti i laureati durante l’emergenza dovuta a Covid-19”. Questa sì che è l’idea rivoluzionaria in grado di sovvertire le sorti di questa terra senza speranza. La chiave buona per aprire le porte del Paradiso ad un’area talmente depressa che, ormai, l’inferno economico è solo l’ultimo dei problemi sociali sofferti da una zona sottosviluppata in ogni ambito, in tutti i settori, secondo qualunque parametro e seguendo ogni criterio. Nulla su cui l’avvocato Castorina, assieme a gran parte dei suoi colleghi di coalizione e di Consigli (Comunale e Metropolitano) abbiano saputo mettere mano, almeno fino all’istituzione della Giornata celebrativa per i laureati ai tempi di Covid-19. Il popolo può alfine esultare. Ha assistito ad una (in)degna conclusione di mandato per un personaggio che, forte del consenso elettorale di cui gode in democrazia (sigh), sicuramente farà parte anche del prossimo Consiglio, almeno quello comunale. Lo farà potendo vantare un unico risultato, quello della mozione presentata con il pieno sostegno del sindaco. Ad entrambi raccomandiamo, però, di essere celeri nell’individuazione della data: rischieremmo di celebrare la Giornata senza i protagonisti, i laureati, che potrebbero già essere scappati via da questo putrido pantano.

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