Chiude l'”Hospice Via delle Stelle”. Recitate il mea culpa e, subito dopo, tacete: tutti

Idioti comunicati alla mano, si ritrovano al capezzale di una fonte di speranza prossima a versare le ultime gocce di professionalità amorevole

Li vedete tutti lì, accanto al muro del pianto a favore di dichiarazione ai giornali, ne sentite i lamenti da consumati attori e non potete far altro che provare disprezzo, perché riconoscete in loro, una volta di più, la loro irriducibile essenza di buoni a nulla.

Gentaglia senza arte né parte che si rimpalla le responsabilità della chiusura di una struttura sanitaria, nemmeno si stessero colpevolizzando per una delle stupide beghe quotidiane a cui, con la loro inutilità, ci hanno abituato, complice la passività di un’opinione pubblica buona solo a frignare sui social network. Qui, addirittura, si sta parlando della cessazione delle attività dell’Hospice “Via delle Stelle”, a Reggio Calabria, della cui pregevolezza una classe politica imbelle si è, ciclicamente vantata millantando inesistenti meriti su un’eccellenza rivelatasi tale proprio perché nessuno di essi ci ha mai messo mano. Oggi, idioti comunicati alla mano, si ritrovano al capezzale di una fonte di speranza prossima a versare le ultime gocce di professionalità amorevole. Sì, tra gli esponenti politici che in queste ore stanno inondando le caselle di posta elettronica dei giornali e le loro pagine Facebook con accorati appelli e bellicosi impegni, qualcuno è pure in buona fede, ma,in questo caso, abbandonate le prime file perché li scoverete, come sempre, tra i militanti delle retrovie, tra coloro che davvero credono in quello che dicono, al netto di qualche inelegante scivolone sul terreno sdrucciolevole della strumentalizzazione. Se gli altri, la maggioranza dei portatori sani di finte lagne mediatiche, avessero davvero a cuore le sorti della comunità di cui sono rappresentanti, prendano atto, per una volta, di quanto siano piccoli ed insulsi, seduti su quegli scranni indegnamente occupati, e si prostrino ai piedi di giganti che, loro sì, con esemplare dedizione ai malati oncologici a cui per anni hanno fornito cure palliative, ed alle loro famiglie, possono, a buon diritto, salire fino ai gradini più alti della nobiltà d’animo di un essere umano. Null’altro hanno fatto, i pusillanimi che vollero farsi classi dirigente, per ribellarsi ad una sanità soggiogata da assassini parametri finanziari. Null’altro hanno fatto, se non sbraitare contro i “padrini” del vapore pro tempore di cui contestavano le politiche solo per poter mettere mano sui ricchi bottini di nomine senza lasciarsi sfuggire, se possibile, nemmeno l’ultimo portantino. Tutti, indistintamente responsabili: non pensi nessuno di essere esente da colpe, nessuno osi non sentirsi chiamato in causa. Il miserabile parlarsi addosso tra Azienda Sanitaria e Provinciale, Regione, centrodestra, centrosinistra, Movimento 5 Stelle, qualifica, fatte le consuete debite eccezioni, i protagonisti dalle dita veloci sulla tastiera, ma dal lento comprendonio. E così è finita che l'”Hospice Via delle Stelle” non ha più la forza economica per andare avanti un metro di più, è finita che gli ospedali di montagna, che avrebbero dovuto essere potenziati a dismisura, sono stati derubati del futuro ed è finita che i cittadini, silenti, abbiano subito gli effetti tossici della loro morte civile.

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