Caso “Villa Torano”, il sindaco: “Tamponi al personale andavano fatti prima, così non è stato”

Parte dai “primi dati ufficiali” per analizzare la situazione e chiedere provvedimenti adeguati il sindaco di Torano Castello, Lucio Franco Raimondo. Lo fa in un video su Facebook in cui “solidarizza con il sindaco di Mottafollone” precisando che “non vogliamo spostare i problemi da una parte all’altra della Calabria” ed espone i numeri di cui è in possesso.
“Sono positivi – sostiene – 28 dipendenti (della struttura), di cui 12 di Torano e 16 dei Comuni limitrofi. Saranno posti in quarantena” come “chi è entrato in contatto con loro”.

Afferma che “il virus circolava in Villa Torano da prima di Pasqua”, sottolineando che “qualcosa non ha funzionato”. Cosa? “I tamponi al personale – rileva – andavano fatti dal 30 marzo, dopo l’ordinanza della Regione. Ma i tamponi non sono stati fatti”. Ora, però, bisogna pensare a gestire la situazione: “occorre avviare un piano terapeutico per i positivi asintomatici. I pazienti positivi devono andare in una struttura abilitata, quelli negativi devono essere monitorati costantemente. Chiedo uno screening ai dipendenti dei supermercati e a tutte le persone che sono entrate in contatto con i positivi. E chiedo alla presidente Santelli di risolvere un problema che è di tutta la Media Valle del Crati”. Infine un richiamo affinché vengano tenuti comportamenti congrui: “c’è chi è stato diligente e chi no. Ho visto una persona in attesa di esito di tampone mentre era in giro”.

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