Caso prenotazione ecocardio, Codacons: “Canali ordinari divenuti incapaci, siamo a fianco dell’operatrice”

“Se fosse un film, sarebbe sicuramente un film dell’orrore, degno dei migliori registi internazionali, purtroppo ci troviamo dianzi alla cruda realtà. Dopo la conferenza stampa indetta dall’Asp di Vibo Valentia, per rimanere in tema sanitario, potremmo dire che ci troviamo in un tipico caso in cui ‘la cura sta facendo più danni della malattia’”. È pesante il commento del responsabile del Codacons per l’area delle Serre Antonio Carnovale rispetto alle parole del direttore generale dell’Asp Angela Caligiuri e del direttore sanitario aziendale Michelangelo Miceli sulla vicenda della nota vicenda della prenotazione dell’ecocardio.
“Innanzitutto – sostiene Carnovale – ci troviamo in dovere di esprimere incondizionata solidarietà all’Operatrice (e la “o” maiuscola è voluta) dello sportello Cup di Serra San Bruno nei confronti della quale sarebbero stati annunciati provvedimenti disciplinari che, si appaleserebbero senza dubbio illegittimi e per i quali la invitiamo a rivolgersi immediatamente al Giudice del Lavoro e agli Organi giurisdizionali competenti.
Di certo non la lasceremo sola, saremo al suo fianco e al fianco di tutti gli amici Medici e Infermieri che ogni giorno dimostrano voglia di lavorare, nonostante un sistema sanitario zoppo e che, come in questo caso, rischiano di doversi addossare responsabilità per situazioni per le quali non hanno nessuna colpa.
Quanto alle dichiarazioni del Management – aggiunge il responsabile dell’associazione a tutela del consumatore – non si può non evidenziare che il tentativo di difesa appare solamente la conferma delle carenze e dei problemi esistenti nell’intero sistema, soprattutto laddove il direttore Miceli afferma che ‘… a chiunque sia venuto da me, ho risolto seduta stante il problema’ che denota ancora di più l’incapacità dei canali ‘ordinari’ a risolvere le problematiche dei cittadini e, la risposta, non può certo essere rappresentata dalla circostanza di spostare le liste d’attesa dagli sportelli sul territorio alla porta dell’Ufficio del direttore.
Il problema rimane, rimane in tutta la sua gravità perché oggi parliamo dell’ecocardio, ma domani ci sarà da parlare della seconda ambulanza che a Serra San Bruno non c’è e per la cui assenza, qualche mese addietro una signora vittima di incidente stradale è rimasta sdraiata sull’asfalto per lungo tempo e poi magari dovremo affrontare l’inesistenza di un sistema di elitrasporto notturno, della tac, dell’apparecchio per la radiografia che risale ai primi anni 80 e così via.
L’efficienza – conclude Carnovale – non può dichiararsi raggiunta sbandierando sterili numeri, ma deve confrontarsi con il rispetto degli standard commisurati alla geografia del territorio e alla possibilità di adottare soluzioni integrate.
Quanto alla circostanza che il signor De Raffaele avrebbe rifiutato la medesima prestazione presso la struttura di Soriano Calabro, vogliamo rilanciare con una provocazione: ‘ma il management vibonese ha mai percorso la strada Serra – Soriano? O provato a prendere un mezzo pubblico sulla stessa tratta?’”.

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