Casa della comunità, la proposta del Comitato: “Ubicazione nella sede distrettuale, ogni Comune contribuisca”

Il Comitato “San Bruno” porta avanti la sua battaglia per far ubicare la Casa della comunità al di fuori dell’ospedale serrese con una nuova missiva inviata ai sindaci del comprensorio (con in primis quello di Serra San Bruno, Alfredo Barillari), al commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia Giuseppe Giuliano e al dirigente del Dipartimento Salute della Regione Calabria Maria Pompea Bernardi. Dopo aver ricordato che anche il Consiglio comunale di Serra si è espresso in tal senso e considerato che il Comune di Serra ha “da tempo concesso in locazione all’Asp di Vibo Valentia tre delle quattro ale costituenti l’edificio, adibito a sede staccata del Distretto sanitario, sito in Via Alfonso Scrivo, avente una superficie complessiva di circa 2.200 metri quadrati”, il sodalizio propone che venga concesso all’Asp “in comodato d’uso a titolo gratuito l’ala dell’edificio posta al piano terreno, oltre alla porzione dell’altra ala dello stesso già detenuta a titolo gratuito dalla medesima Asp, al fine di consentire l’allocazione della Casa di comunità”. La proposta include la modifica del “contratto di locazione attualmente in essere tra il Comune e l’Asp riducendone l’oggetto alle due ale dell’edificio poste al piano primo” e l’allungamento della “scadenza del contratto stesso equiparandola a quella del contratto di comodato”. Ciò implica anche l’adeguamento del canone di locazione in 45.000 annui, oltre oneri”.

Ne consegue la richiesta ai sindaci di Brognaturo, Fabrizia, Mongiana, Nardodipace, San Nicola da Crissa, Simbario, Spadola e Vallelonga di “destinare nel proprio bilancio una somma di circa 1.000 euro circa annua da corrispondere al Comune di Serra San Bruno quale contributo per il mancato introito attualmente derivante dal canone di locazione (identiche procedure adottate per il Centro per l’Impiego)”.

Secondo il Comitato, questa prospettiva consentirà alla Regione Calabria di realizzare “una programmazione sanitaria (rete ospedaliera e medicina territoriale) che possa rispondere in maniera adeguata alle esigenze di una popolazione di circa 30.000 abitanti”, all’Asp di “risparmiare circa 10.000 euro all’anno sul canone di locazione”, al Comune di Serra San Bruno di “mantenere quasi inalterata la previsione di entrata per le casse comunali oltre a garantire sanità per i cittadini” e ai Comuni del comprensorio di “contribuire, con una previsione di spesa annua minima, in maniera determinante al mantenimento sia dell’ospedale che del Distretto sanitario e sia alla realizzazione della Casa di comunità”.

Il Comitato confida che “le parti in causa usino la diligenza del buon padre di famiglia” al fine di “risolvere in modo definitivo sia il problema dell’allocazione della Casa di comunità” e sia di “mettere al riparo l’ospedale di Serra San Bruno da eventuali rischi futuri di ulteriori ridimensionamenti o, addirittura, di chiusura”.

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