Caraffa, la denuncia di Ciambrone: “Alcuni avvenimenti si verificano solo nel nostro Comune”

"Si limita la partecipazione della cittadinanza e forse di qualche consigliere alla pubblica assise"

Luigi Ciambrone (Pensiero Libero)

“Alcuni avvenimenti – è la polemica sollevata da Luigi Ciambrone, del Gruppo consiliare di Caraffa, ‘Pensiero Libero’ – si verificano solo nel nostro Comune.

Nella mattinata di martedì 11, apprendiamo dalle bacheche comunali presenti in paese, della convocazione del Consiglio, fissata per Giovedì 20 dicembre alle 16.00. Ma andiamo per ordine e spieghiamo bene ciò che non va e non può andare. La convocazione viene notificata a noi consiglieri comunali, solo in serata, ovvero dopo averla affissa nelle bacheche pubbliche comunali. Viene delegittimata la nostra figura, facendo passare in secondo piano la nostra funzione, in quanto ‘per caso’ ‘ne veniamo a conoscenza dalle bacheche Comunali’, ancor prima che la stessa convocazione ci venisse notificata, ma soprattutto ancora una volta, nonostante sia istituita la conferenza dei capigruppo, organo che servirebbe proprio a discutere sull’organizzazione dei Consigli Comunali, la stessa non viene convocata.

Si limita la partecipazione della cittadinanza e forse di qualche consigliere alla pubblica assise; infatti, un Consiglio convocato alla 16.00 di un giovedì di fine anno (giorno ed orario lavorativo) non è concepibile”.
“Chiediamo all’Amministrazione Comunale, al Sindaco ed al Presidente del Consiglio, una ‘inversione di rotta’ rispetto a quanto detto, in quanto i Consigli comunali – termina la sua incalzante analisi Ciambrone – dovrebbero essere concepiti come luoghi dove ampliare la discussione sui temi, le problematiche ed i punti all’Ordine del Giorno – e non limitarla o addirittura velocizzarla ad ‘uso e consumo proprio'”.

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