Da una parte del tavolo il padrone di casa, Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria, affiancato dal Commissario Unico per la Depurazione, Fabio Fituzzo, e dal Sub Commissario Tonino Daffinà. In platea, direttamente interessati dall’oggetto della conferenza, “Completamento e ottimizzazione dello schema depurativo dell’agglomerato di Reggio Calabria”, numerosi sindaci della provincia. Presenti anche il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, diversi assessori e consiglieri comunali, perché l’idea di squadra predicata dal Primo Cittadino è qualcosa che chiunque può toccare con mano. Saldamente concreta, spogliata della retorica da commedianti al bar alla quale la città e il suo territorio metropolitano erano stati mal abituati.
Un cambio di passo e di marcia che Cannizzaro ha preteso sin da prima di indossare la fascia tricolore, se è vero che, nelle vesti di deputato, aveva sottoposto all’attenzione del Governo il grave problema di una mancata depurazione delle acque che fosse efficace ed efficiente. Prova ne è che, nel corso della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale, aveva informato della disponibilità di 145 milioni di euro destinati a Reggio Calabria e ai Comuni limitrofi. Una somma ingente di cui, purtroppo, la vecchia Amministrazione, nella sua inedia genetica, fingeva di non essere a conoscenza. Un modo di (non) agire che sembra già appartenere a una lontanissima, quanto lugubre, epoca: ora il tempo appartiene a chi, in perfetta sintonia con il Governo nazionale e con quello regionale, lavora per mettere la Calabria nelle condizioni di beneficiare delle risorse necessarie a garantire la balneabilità del mare da Rosarno a Monasterace.
Quelle del sindaco di Reggio Calabria, che ha convocato gli operatori dell’informazione a Palazzo San Giorgio nel primo pomeriggio di oggi, sono state comunicazioni infarcite di cifre e cronoprogrammi dettagliati. Un incontro che ha preceduto di pochi minuti il trasferimento al depuratore di Gallico per la consegna dei lavori alla ditta appaltatrice, azienda che già dalle 7 di domattina potrà dare avvio alle attività di realizzazione di un impianto a membrane assai performante e tecnologicamente avanzato.
Un’accelerazione che interesserà anche altri impianti: quello di Concessa (10 milioni di euro), con la gara che partirà entro il 31 dicembre, e il lotto di Ravagnese, dove entro il 3 agosto prenderà il via l’iter previsto per il completamento del depuratore e il ripristino della rete fognaria. A Pellaro, invece, Cannizzaro ha svelato che, sebbene si sia registrata una brusca sterzata rispetto al precedente andamento lento — lo stesso rilevato a Ortì e Oliveto — entro la fine dell’anno i progetti diventeranno realtà. Questo, ha osservato il sindaco, è il modus operandi migliore per mettere a terra le risorse destinate alla soluzione dei problemi, perché è innegabile che quando le istituzioni remano con determinazione dalla stessa parte riescono a velocizzare i processi.
Una primizia per la città di Reggio Calabria, assuefatta a una disattenzione che ha contribuito a farla stramazzare.
Ragion per cui il Primo Cittadino ha ribadito a chiare lettere che, nonostante un iperattivismo capace di produrre nelle primissime settimane di mandato quanto per chi lo ha preceduto sarebbe stato, per manifeste inabilità personali e amministrative, impossibile nei secoli dei secoli, con il ritmo impresso alla macchina di Palazzo San Giorgio è cosa buona e giusta non chiedere conto di cosa sarà possibile fare nei classici primi cento giorni: meglio ragionare sulle cento ore, un lasso di tempo ristrettissimo nel corso del quale, però, pensieri e azioni si moltiplicano in misura esponenziale.
Cannizzaro non si stanca di ripetere che quanto fatto finora è da considerare soltanto il principio dell’origine del primo periodo. Conseguenza naturale di questo approccio fermo e sicuro è il disinteresse più assoluto nei confronti del passato contro cui si è sfracellata Reggio a causa di piloti imbranati: sarebbe, dunque, un esercizio superfluo reagire alle idiozie proferite dai sopravvissuti camerieri con le divise bisunte dalla sporcizia della loro pochezza.
«Non faremo sconti a nessuno. La città ha bisogno di chiarezza e di verità», ha messo al corrente gli interlocutori con le orecchie ancora tappate da un’imbecillità mai nascosta.
E se e quando chiarezza e verità si alzeranno dalle nebbie dell’oscurità proprie della finzione, in tanti saranno costretti a scappare dalle favole che continuano a raccontare a sé stessi.