Calcio e mercato che passione! La Calabria è tra le regioni dove si gioca di più a Fantacalcio

Parafrasando un famoso detto: Italia paese di santi, navigatori, poeti, fantallenatori e fantamanager. Dagli anni novanta ad oggi il fenomeno del Fantacalcio in Italia è cresciuto a dismisura, coinvolgendo in pratica tutti gli amanti dello sport e non solo. Ogni anno vengono organizzate migliaia e migliaia di leghe e campionati in tutti i paesi e in tutte le città dello stivale, a ulteriore dimostrazione del grande successo riscosso dalla geniale trovata che fu del giornalista Riccardo Albini sul finire degli anni ottanta, ovvero quella di trasferire anche in Italia l’esperienza del Fantasy Football degli Stati Uniti.

L’idea di dare la possibilità a tutti di diventare l’allenatore della propria squadra del cuore (o meglio, della squadra dei propri sogni) suscitò l’attenzione della maggior parte dei tifosi che in massa si recarono in edicola per acquistare la prima uscita del manuale del Fantacalcio. Allora come oggi, le regole del gioco erano semplici. Il tutto si basava sul voto dato ai singoli calciatori al termine di ciascun match di Serie A di corrispondenti della Gazzetta dello Sport. E se ancora internet non era un fenomeno così diffuso, bastava avere conoscenza del mondo sportivo e calcistico italiano per riuscire ad azzeccare la formazione migliore e vincere così nelle gare delle varie competizioni virtuali.

Oggi, per i fantallenatori e i fantamanager esistono decine e decine di risorse utili per comporre e allestire la propria squadra, schierare in campo l’undici migliore, acquistare e vendere ad ogni tipo di asta i migliori giocatori o quelli più adatti al proprio modulo di gioco. Tra nuove app e quotidiani sportivi la scelta non manca. Per tenersi informati e al passo con i tempi su tutto quello che accade nelle varie formazioni di Serie A, i fantallenatori diventano dei lettori accaniti di tutti i giornali sportivi. Ma non solo: come detto, alcuni siti online offrono un report settimanale sulle rose di Serie A (giocatori espulsi, infortunati, ecc.), con consigli pratici su chi schierare e chi no.

Non è mai stata redatta una statistica ufficiale sul numero dei partecipanti al Fantacalcio in Italia, se non quella relativa al primo anno di lancio dell’idea di Riccardo Albini che raccolse la bellezza di settantamila partecipanti. Oggi, gli ultimi report parlano di decine di milioni di partecipanti in migliaia di competizioni e leghe locali che sostanzialmente coinvolgono ogni comune dello stivale. Tra le regioni del Bel Paese dove il fenomeno è più diffuso troviamo la Calabria dove addirittura in un paesino della provincia di Vibo Valentia è stata creata una lega di Fantacalcio che coinvolge tutti i residenti del posto.

Analoghi esempi però possono essere trovati un po’ ovunque lungo la penisola. Questa è la storia del Fantacalcio, un idea di successo capace di resistere a tutte le evoluzioni tecnologiche che si sono succedute negli ultimi trenta anni. Ad onore del vero, la volta per questo modello di calcio manageriale si è avuta, però, proprio con l’avvento dell’era di internet. Decine e decine di app sono state sviluppate per favorire la gestione di leghe e tornei da parte dei fantamanager, decine di siti sono nati per la gestione delle varie aste del Fantacalcio. A beneficiare del movimento del Fantacalcio sono state in primis le squadre di serie A e tutto il movimento dei media sportivi. Se prima ci limitavamo a leggere la cronaca delle partite delle squadre più quotate, adesso i fantallenatori e i fantamanager devono studiare, giorno dopo giorno, gli allenamenti e i progressi di tutte le squadre del massimo campionato, dalle big fino alle cosiddette provinciali e neopromosse, anche perché ogni singolo giocatore può fare la differenza nella formazione che viene schierata di domenica in domenica.

Il Fantacalcio in Italia, oltre a continuare a essere un incredibile veicolo di aggregazione sociale, è negli anni significativamente importante anche per le cifre economiche mosse. Ad oggi si contano più di sei milioni di partecipanti e venti milioni di squadre virtuali, per un giro di affari che intorno ai dodici milioni di euro prodotti per stagione, numeri che pongono il movimento italiano dei fantamanager dietro solamente a quello del Regno Unito.

Ma è negli Stati Uniti che i fantasy sport hanno raccolto maggior successo di pubblico ed economico negli anni. Questo perché oltreoceano esistono vari sport professionistici sui quali poter impalcare un campionato virtuale, dal football (sia quello dei pro della NFL che quello dei college), passando per la pallacanestro sino ad arrivare all’hockey su ghiaccio e il baseball.

Ma i paesi anglofoni hanno risposto meglio alla tendenza anche perché meglio sostenuti dalle case informatiche che hanno prodotto, di stagione in stagione, programmi e algoritmi capaci di sostenere il gioco anche in tempo reale. Ecco perché la spesa media in Italia per un fantallenatore è di circa dieci euro, mentre negli Stati Uniti questo dato balza fino a cinquecento dollari spesi per la costruzione della propria squadra ideale. Ad incidere sul gap è anche tutto quel processo commerciale di marketing che negli Stati Uniti ad esempio, innesca una serie di montepremi da far invidia alle più note lotterie a premi del vecchio continente.

Eppure, visti i numeri registrati negli ultimi tempi, questo divario tra Italia e Regno Unito sarà destinato a durare ancora per poco. La stagione 2019/2020 di Fantacalcio, infatti, ha fatto registrare cifre e numeri mai visti prima (anche a livello economico). Tutto questo perché, come molti amano ripetere, l’Italia diventa un paese con sessanta milioni di commissari tecnici nel periodo dei Mondiali. La sensazione di poter gestire una vera rosa di calcio professionistica, anche solo a livello virtuale, in un campionato con tanto di doppio calciomercato (sia estivo che invernale), emozioni giornate dopo giornate, derby e scontri al vertice, rende unico l’appeal di questo fantasy sport nel nostro paese. E pazienza se non arriveremo mai a produrre le cifre che si vedono in giro a Manchester o anche a Boston, quello dell’Italia resterà per sempre il movimento di Fantacalcio più genuino e verace di ogni parte del globo.

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