Caccia, Pellegrino chiede il reintegro nelle funzioni di componente ATC VV1

L’ex  presidente dell’ATC VV1, Giuseppe Pellegrino, ha chiesto all’assessore regionale ed al Dipartimento competente, il reintegro nelle funzioni di componente ATC VV1 attraverso una nota nella quale vengono esplicitate le motivazioni e sottolineate le presunte  anomalie che hanno portato al commissariamento.

“Il sottoscritto – racconta Pellegrino – a seguito di un provvedimento disciplinare, mai conclusosi, come previsto dall’art. 8 comma n. 6,8,9,10 dal Regolamento regionale del 16 settembre 2010 e dall’art. 11 dello statuto degli ATC –“Regolamento di attuazione degli ambiti territoriali di caccia e statuto degli organi tipo di gestione”, è stato dichiarato decaduto. Lo stesso provvedimento disciplinare è scaturito da una denuncia da parte dei componenti della minoranza dello stesso ATC VV1, che mai aveva assopito la sconfitta, e dal presidente provinciale della Federazione Italiana Caccia il quale su proposta dell’Assessorato regionale,  in barba a qualsiasi criterio etico  morale, è stato nominato commissario straordinario dello stesso ATC VV1”.

Pellegrino ritene che “tutti gli atti preliminari, come previsti dalla legge e dai regolamenti regionali del provvedimento disciplinare sono stati disattesi”. Inoltre, “la denuncia effettuata dai componenti della minoranza, dopo una approfondita indagine, si è conclusa con una richiesta di archiviazione da parte del Gip che ne ha certificato di fatto la regolarità e correttezza amministrativa svolta dal sottoscritto in qualità di presidente dell’Ambito Territoriale di Vibo Valentia”.

In una nota risalente al 13 ottobre scorso, Pellegrino aveva espresso agli uffici regionali le controdeduzioni rispetto all’avvio di procedimento riservandosi di “tutelare in ogni sede la legittimità del proprio operato con valutazione terza ed imparziale in relazione alla vicenda. Cosa avvenuta attraverso la determinazione della magistratura con la richiesta di archiviazione, che in alcuni punti ha evidenziato la correttezza dell’operato se non addirittura la doverosità degli atti adottati”. L’ex presidente rileva che “la delibera della GR è priva dell’elemento sostanziale, come previsto dalla legge regionale L.R. N 1/2006 art. 20 comma 4, relazione mancante agli atti dell’ultimo capoverso” e che “la stessa Legge regionale non prevede il commissariamento per enti vigilati o dipendenti in forma societaria, piuttosto il regolamento degli Ambiti Territoriali di Caccia sopra citato art. 4 comma 4, prevede esplicitamente che in caso di assenza, impedimento temporaneo del presidente le sue funzioni sono esercitate dal vicepresidente più anziano, nell’ipotesi di assenza o impedimento definitivo o anche le dimissioni, il vicepresidente convoca il C.d.G per le elezioni del nuovo presidente”.  

Soprattutto Pellegrino sostiene che “con la stessa delibera della GR n. 523 del 17/10/2022 è stato di fatto sciolto in modo arbitrario l’intero C.d.G. violando tutti i Regolamenti e le Leggi regionali” e che “vista la mancata conclusione del iter procedurale previsto dallo Statuto e Regolamento di funzionamento degli Ambiti Territoriali” gli sia stata “negata la possibilità di controdedurre o proporre eventuali ricorsi previsti dallo Statuto e dai Regolamenti”. A suo avviso, “il provvedimento ha creato un danno di immagine e morale oltre che economica”. Quanto a “un’ulteriore denuncia fatta da un ex componente ATC VV1, nonché padre di uno dei denuncianti della componente di minoranza ATC VV1”, il procedimento si è anch’esso concluso con assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste”. Pellegrino afferma pertanto di aver, in qualità di presidente ATC VV1, dato dimostrazione della “sempre lineare correttezza amministrativa rispetto alla malafede dei denuncianti” e precisa di non aver provveduto a “far ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per chiedere l’annullamento della deliberazione dell’atto viziato, perché rispettoso delle istituzioni come la Procura della Repubblica e Guardia di Finanza che stavano facendo le giuste indagini conclusesi con le citate sentenze”.  

Pellegrino chiede all’assessore regionale ed Dipartimento competente “nell’ambito dell’attuazione del potere di revoca in autotutela della Pubblica Amministrazione la declaratoria dell’atto di commissariamento e destituzione dall’incarico di presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia in quanto viziato, illegittimo, nullo e/o annullabile”. Il tutto sulla base di “un interesse pubblico apprezzabile, il quale non può ritenersi sussistente, in re ipsa, nel mero ripristino della legalità ma nel ripristino dello status”.

Pellegrino chiede infine “un incontro urgente con l’assessore regionale del settore di riferimento ed con il direttore generale al fine di redimere la questione ed esplicitare tutte le violazioni di Legge e Regolamenti perpetrati dall’attuale commissario e già comunicate alla Regione”.

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