Buttato fuori dal centrodestra, allergico all’opposizione: qualcuno trovi un posto a Giannetta da Oppido Mamertina

Pur non avendo la fortuna di conoscerlo direttamente, immaginiamo che Domenico “Mimmo” Giannetta sia una persona amabile ed esilarante. Almeno a giudicare dalle dichiarazioni rilasciate dopo il suo trasloco da Forza Italia a Futuro Nazionale, tenuto accuratamente secretato fino all’ultimo momento utile.

Non potrebbe essere diversamente, del resto, pensando a colui che, con la spilla di Forza Italia appuntata sul petto, brigava per sabotare il centrodestra. Quella stessa coalizione che a Palazzo Campanella e alla Cittadella esprime i vertici delle due istituzioni regionali e della quale Giannetta era, fino a ieri, uno dei rappresentanti. Una coalizione che a Palazzo Campanella, sede naturale delle sue acrobazie di pensiero in qualità di capogruppo, e alla Cittadella esprime i rispettivi vertici.

Pur godendo di una possibilità di approdare a Montecitorio inferiore a quella che il fruttivendolo sotto casa ha di diventare Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa, il “moderato”, forse obnubilato dalla brama di potere, non ha capito in quale gabbia di estremisti estranei al buonsenso si è autorecluso.

Oggi, lunedì, all’indomani della scoperta incontrovertibile della sua natura, come se nulla fosse e indifferente alla sua mossa priva di scrupoli che lo ha portato a farsi infinocchiare da Roberto Vannacci, ha ritenuto di dover rimproverare chi ha messo in luce un fatto oggettivo: da ieri pomeriggio, cinque minuti dopo l’ufficializzazione della sua candidatura alla Camera dei Deputati con i seguaci del militare di stanza nella Lega, prima di tradirne la fiducia, Roberto Occhiuto ha aperto la porta del centrodestra calabrese e con un calcio metaforico lo ha sbattuto fuori. “Il mio governo non ha nulla da spartire con chi sceglie Vannacci: una dozzina di parole talmente eloquenti da poter essere comprese perfino dai celebratori della remigrazione (sigh), per mettere una pietra tombale sulla permanenza nel centrodestra di Mimmo Giannetta. Eppure lui parla di inesattezze perché, signora mia, “nessun dissapore con Occhiuto che stimo umanamente e politicamente”. Anche se il presidente ha assunto la decisione di spingere fuori da casa Futuro Nazionale, lui non riparerà all’opposizione. E, di grazia, ci spieghi allora lo stimatissimo laureato in Medicina: dove vorrebbe dirigersi, avendo come unici punti di riferimento noti dell’agone politico una maggioranza che governa e una opposizione che critica?

Ci informa di aver aderito al Gruppo Misto, se non altro perché non sarebbe stato normativamente possibile creare una postazione di FN autosufficiente e indipendente. Contestualmente proclama che, in maniera autonoma, continuerà a sostenere tutte le iniziative della Giunta e del Consiglio che riterrà utili per la Calabria. E quindi? Sempre fuori dal perimetro della maggioranza di centrodestra resta e resterà. Ognuno può votare o meno i provvedimenti che arrivano in Aula, ma, nella sua nuova veste, lo farà dall’esterno, al pari di un Falcomatà qualsiasi, tanto per essere chiari. O si è dentro una casa o si è fuori e a Giannetta sono state tolte le chiavi di casa. Pretendere di continuare a frequentarla senza che i padroni di casa ne gradiscano la presenza non solo è esilarante, ma anche indice di un palese deficit di preparazione politica.

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