Bufera sui concorsi dell’Asp di Vibo: esposto alla Commissione Vigilanza per l’avviso del direttore di Pediatria

L'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia

Sono destinati a creare rumore i concorsi espletati dall’Asp di Vibo Valentia e volti a coprire i posti vacanti. Dopo il caso concernente l’indicazione del direttore del distretto sanitario unico, a sollevare un nuovo polverone è l’esito dell’avviso indetto per l’attribuzione dell’incarico, di durata quinquennale, per “Dirigente medico – Direttore di struttura complessa di Pediatria – Presidio ospedaliero di Vibo Valentia”.

A vergare l’esposto indirizzato alla Commissione speciale di Vigilanza (la cui prossima seduta prima convocata lunedì e poi sconvocata prevedeva all’ordine del giorno “Audizione, per attività conoscitiva, della Direzione aziendale dell’Asp di Vibo Valentia, al fine di relazionare sugli atti di programmazione generale adottati dall’Azienda”) è la dottoressa Caterina Procopio che ritiene di essere stata penalizzata poiché, a suo avviso, i commissari avrebbero agito per “favorire spudoratamente il Dr. (…)” e per “consentirgli di occupare il primo posto nella terna degli idonei, hanno dovuto svalutare i curricula degli altri partecipanti dando il massimo a chi valeva il minimo”. Ad alimentare ulteriormente i sospetti ed i veleni è la parte finale dell’esposto, laddove viene sostenuto che “Vibo Valentia, nonostante sia un piccolo capoluogo di provincia è storicamente una città profondamente condizionata dalle lobbies e tra queste spicca la massoneria che ivi vanta numerosi adepti. Orbene, stando alle ‘voci di paese’, la massoneria ha avuto un ruolo centrale nella determinazione della terna degli idonei in quanto è intervenuta in maniera decisa e determinata a favore del Dr. (…)”.

Ma facciamo un passo indietro ed analizziamo i dettagli dell’esposto.

La Commissione di valutazione, composta da quattro componenti ed un segretario, avrebbe definito i criteri per la valutazione dei candidati precisando che, in ordine alla valutazione dei curricula dei partecipanti, “l’attribuzione del punteggio in termini complessivi si basa principalmente sulla valutazione comparata dei curricula dei candidati rispetto alle esigenze declinate nel profilo oggettivo dall’Azienda”. Ma, secondo l’interessata, “le operazioni di valutazione dei curricula risultano inficiate da palesi e gravi illegittimità”.

Nello specifico, per come viene precisato nell’esposto, “la Commissione di Valutazione non ha valutato correttamente i curricula dei partecipanti. In primis, ha assegnato al curriculum di ciascun candidato un voto per l’Attività professionale ed un voto per l’Attività di formazione, studio, ricerca e pubblicazioni senza dare atto del procedimento valutativo. Dagli atti, invero, non si desume come i commissari siano arrivati alle predette conclusioni elaborate in termini numerici, posto che non risulta quali titoli siano stati valutati e quali no e non si evince una predeterminazione dei punteggi per ciascun titolo valutabile. Stante la scelta dei commissari di rendere una motivazione numerica gli stessi avrebbero dovuto assegnare un voto per ogni singolo titolo o categoria di titoli (con riferimento alla tipologia delle istituzioni, alla posizione funzionale ed alla casistica)”. Di più, “il curriculum allegato dal Dr. (…) alla domanda di partecipazione all’avviso è stato illegittimamente sopravvalutato”. La dottoressa Procopio – che aveva allegato al proprio curriculum una relazione sulla propria gestione del reparto del P.O. di Pediatria Di Vibo Valentia nella quale dimostrava i miglioramenti ottenuti “dal 2011 ad oggi con la strategia formulata nella gestione del reparto e con le iniziative poste in essere” – considera, inoltre, “sopravvalutata la casistica prodotta dal Dr. (…), non perfettamente attinente al profilo soggettivo declinato dalla Dg dell’Asp di Vibo Valentia nel fabbisogno allegato all’avviso, che prescrive prevalentemente competenze manageriali”.

“Il profilo soggettivo declinato dall’Azienda – rileva inoltre la dottoressa Procopio – corrisponde, quindi, a quello di un dirigente medico che abbia avuto esperienze nella gestione di un reparto e che abbia comprovate capacità manageriali. È evidente che i commissari hanno attribuito al Dr. (…) un punteggio troppo alto rispetto al profilo professionale reale che lo stesso ha certificato nel proprio curriculum”.

Vi sarebbe, in sostanza, “una totale mancanza di oggettività dei commissari in ordine alla valutazione dei titoli relativi all’Attività professionale dei candidati”.

Infine, la commissione avrebbe “palesemente violato il bando nella parte in cui, all’esito della procedura comparativa dei curricula, ha omesso di rendere ‘un giudizio complessivo, adeguatamente e dettagliatamente motivato, scaturente da una valutazione generale del curriculum di ciascun candidato, correlata al grado di attinenza con le esigenze aziendali’ ”.

Stante la gravità delle accuse mosse dalla dottoressa Procopio, abbiamo provato ad ascoltare la versione del direttore sanitario e componente della Commissione Michelangelo Miceli che, specificamente interpellato sulla vicenda e sul relativo rumore mediatico, ha preferito trincerarsi dietro un “non sono a conoscenza di nessuna polemica”.

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