Brunetti nuovo vicesindaco: lo strazio di Reggio è senza fine

Quello che non è riuscito a fare il centrodestra nelle urne sono riuscite a farlo una delibera e le sue conseguenze: l’Amministrazione Falcomatà, politicamente non esiste più. Nell’attesa che il Prefetto notifichi, alla luce della sentenza di condanna emessa dal Collegio Giudicante presieduto da Fabio Lauria, la sospensione che strapperà di dosso la fascia tricolore al sindaco di Reggio Calabria e sospenda contestualmente il vicesindaco metropolitano Armando Neri; due consiglieri metropolitani delegati, Giuseppe Marino ed Antonino Zimbalatti e l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Giovanni Muraca, non è il caso di soffermarsi sulle caratteristiche tecnico-giuridiche del verdetto, ma su quelle politiche. Un’intera squadra di governo è stata spazzata via, anche se proprio il Primo Cittadino ad horas non se ne è accorto, provvedendo alla nomina di Paolo Brunetti vicesindaco, dunque sindaco facente funzioni nel corso del periodo in cui a Falcomatà sarà interdetta la carica di amministratore pubblico in virtù della Legge Severino.

Tra le tante opzioni presenti sul tavolo, solo una sarebbe stata scellerata: far sedere il fido Brunetti sulla poltrona più ambita. Delegato ai servizi idrici nella scorsa consiliatura, l’intera città ha scoperto, con la sua presenza, che nel Terzo Millennio l’acqua nei rubinetti non è un diritto umano primario, sovrano ed inalienabile, ma un privilegio subordinato, nemmeno sempre, alla proprietà di un’autoclave. Una tradizione dalla quale ha scelto di non discostarsi il suo successore, il perspicace Rocco Albanese. Considerati gli strabilianti risultati raggiunti, il Primo Cittadino ha inteso premiare il “nostro” spalancandogli le porte della Giunta per affidargli le deleghe ad Ambiente e Polizia Municipale. E’ quanto mai opportuno, per evitare di lasciarsi avvolgere dal disgusto dei sensi, volare alto sulle condizioni selvagge in cui vivono i reggini ansimanti ed impossibilitati, a causa delle distese di rifiuti che coprono l’intero territorio comunale, ad uscire di casa senza respirare aria che non sia tossica. Quanto alle modalità di conduzione del settore della Polizia Municipale, vagare un minuto, un solo minuto, per le strade cittadine restituisce l’immagine di una periferia da Quarto Mondo, per anarchia, assenza radicale di ordine e regole, caos, traffico automobilistico. Il peggiore biglietto da visita che si possa offrire e Falcomatà, con la scelta di quello che, per statura politica e capacità di relazioni umane potrebbe fare, sì e no, il consigliere circoscrizionale, ha lasciato, prima di salire sull’aereo con destinazione Milano, dove prenderà servizio come impiegato presso il Comune di Milano, l’ultima firma sulla balordaggine della sua Amministrazione. Se la decisione di consegnare a Brunetti le chiavi del Palazzo, in attesa del ritorno del “padrone” delegittimato dagli eventi e sbattuto fuori dai magistrati, è stata assunta con l’avallo della coalizione di centrosinistra è una coltellata mortale a Reggio Calabria di cui tutti i suoi componenti sono complici, correi e corresponsabili. Se così non fosse, abbiano un sussulto di dignità, anche irrilevante e si comportino da amministratori che hanno a cuore le sorti della città. Ancor meno giustificazioni sussistono in capo alle responsabilità dei fantasmi del centrodestra che, dopo aver trangugiato tutte le porcherie vomitate dall’Amministrazione Falcomatà in questi anni, adesso hanno il dovere di una levata di scudi, pena la riprovazione sotto l’insegna dell’infamia.

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