Brogli alle Comunali di Reggio, Minnella (Fiamma Tricolore) condanna “la complicità delle istituzioni governative di ogni livello”

“Intimoriti dalle minacce di chi ha fatto votare persino i morti e ora minaccia querele, abbiamo aspettato un paio di giorni – ironizza Giuseppe Minnella, Portavoce provinciale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore di Reggio Calabria – prima di farci coraggio, sfidare la sorte e rinforzare lo stomaco per le porcherie lette producendo codesto comunicato stampa.

Quanto accaduto alle ultime elezioni comunali di Reggio Calabria, nonostante si parli di ‘sistema collaudato nel tempo’, appare sempre più scandaloso, contro ogni forma di legalità e delegittima giorno dopo giorno sindaco, Giunta e Consiglio comunale scaturiti da elezioni totalmente falsate. Non vogliamo per l’ennesima volta fare inutili richiami alle inesistenti dignità di chi oggi amministra la città: sarebbe bastato riconoscere il degrado in cui la si è gettata in questi anni per dimettersi per manifesta incapacità”.
“Il silenzio, per le faccende serie, che oggi come sempre contraddistingue il sindaco e la squadra di governo della città, nasconde però grande nervosismo a Palazzo San Giorgio da parte di chi sa – confida il dirigente missino – ormai di essere spacciato: troppo evidenti i brogli, troppo evidente l’utilizzo spregiudicato del potere, degli uffici comunali a proprio uso e consumo. Così mentre il mese di marzo è ormai alle porte, senza che il Consiglio comunale si sia riunito nemmeno una volta nel nuovo anno, è la magistratura a gettare l’ennesima tegola in testa a chi rimane disperatamente saldato alla poltrona.
Ci chiediamo dunque: può essere il Castorina unico capro espiatorio dell’intera vicenda? Sicuramente il più spregiudicato, il più insofferente alle regole ed alle procedure, ma certamente non l’unico! Non possiamo non accodarci alle dichiarazioni di ‘fiducia nella magistratura’ che deve e dovrà fare il suo corso. Noi però non siamo semplici cittadini che chiedono giustizia sia fatta: noi facciamo politica e pertanto non possiamo assistere al fatto che i partiti lascino esclusivamente alla giustizia una vicenda che la riguarda per intero e che avrebbe dovuto portare ad una profonda riflessione seguita da dimissioni di massa”. “In questo contesto – sentenzia Minnella – i partiti stanno facendo veramente una pessima figura nel nome della partitocrazia più nauseabonda in cui non può non registrarsi il silenzio assordante e la complicità delle istituzioni governative di ogni livello che, mancando le dimissioni politiche, avrebbero da subito dovuto annullare le elezioni e ridare la parola al popolo sovrano ancora una volta violentato delle proprie volontà”.

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