Biblioteca “Enzo Vellone”, Pisani rivendica scelte e operato: “Documenti resuscitati, falsità politica nella critica di Tassone e Procopio”

“Esser riusciti a mettere in piedi una biblioteca che versava in condizioni vergognose e averla resa fruibile ed accessibile al pubblico; aver reso onore alla ‘Enzo Vellone’ dotandola di locali presentabili dei quali l’unico ricordo è quello di una indecente scritta ‘Museo’ anche al contrario; aver accresciuto la dotazione libraria che presto vedrà nuovi apporti idonei a rendere la ‘Enzo Vellone’ finalmente importante; aver finalmente aperto le porte ad archivi importanti quali quello della famiglia del compianto Sharo Gambino e da poco quello dell’Associazione ‘Terronia’; aver fatto resuscitare documenti importanti digitalizzandoli, da cui emerge una storia spesso fino ad oggi sconosciuta o meglio conosciuta solo a tratti; aver restituito dignità a documenti che vergognosamente versavano in condizioni che rappresentavano perfettamente l’importanza che fino al 2020 aveva la storia e la cultura nella programmazione politica di chi fu; tutto ciò in neanche due anni dal nostro insediamento, senza incidere minimamente sui bilanci di un ente al lastrico. Evidentemente dà fastidio. Soprattutto se, chi parla di rispetto delle regole, leggi e normative ha usufruito di finanziamenti producendo, nei fatti, meno di nulla”.


Il consigliere di maggioranza Andrea Pisani rispedisce al mittente i rilievi dei colleghi di minoranza Antonio Procopio e Luigi Tassone e rivendica l’azione messa in campo nella prima parte del mandato.
“Una critica – sostiene Pisani riferendosi appunto agli appunti dell’opposizione – che inizia con la ormai usuale falsità politica e prosegue, cadendo nel profondo pozzo dell’approssimazione e dell’imbarazzo. Bastava stare attenti all’oggetto della manifestazione di interesse per rendersi conto che l’obbiettivo era quello di cercare un’associazione del territorio che potesse svolgere mera attività di supporto all’attività che fino ad oggi abbiamo svolto a costo zero grazie anche all’ausilio di seri professionisti, volontari che ci aiutano. Ma la voglia di produrre l’ennesima nota stampa per distogliere l’attenzione dei cittadini da precedenti figuracce, ha avuto la precedenza”.
Pisani, nel replicare, opera un excursus e inserisce elementi politici: “una minoranza pseudo-costruttiva che diventa imbarazzante quando, nascondendosi dietro il velo sottile del rispetto delle normative, nella pratica sancisce un principio di imparzialità nell’attuarle. Ciò che affermo è comprovato dai fatti. Nel luglio 2016, l’attuale consigliere di minoranza Tassone (oggi uomo rispettoso di regole) ricopriva la carica di sindaco e affidava alla Pro Loco locale i locali della ‘biblioteca’ comunale mediante un comodato d’uso ‘diretto’ senza indire alcuna manifestazione d’interesse. In tale occasione, la Pro Loco locale è riuscita a recuperare parte del patrimonio librario attuale nonostante tra le sue fila non ci fosse un bibliotecario e per il quale, non fu mai indetto un concorso pubblico da chi oggi emerge dal fiume Giordano.
Ma – aggiunge – vi è di più: potrebbe il consigliere Tassone dare lumi alla cittadinanza tutta su chi era il ‘bibliotecario’ (o personale scientifico, tecnico ed esecutivo) della biblioteca ‘Enzo Vellone’ che avviò una timida e imbarazzante catalogazione, dopo che fu buttata fuori la locale Pro Loco? Eppure la Legge regionale da lui richiamata è del 1985, quindi in vigore quando lo stesso ricopriva la carica di sindaco.
Fantastica, infine, è l’allusione finale che presto verrà smentita dai fatti (ennesima figuraccia)!”
Pisani passa quindi al contrattacco: “Parliamo di regole, leggi e normative: chiedo al consigliere Tassone se è a conoscenza del D.Lgs. 42/2004 che sancisce l’obbligo in capo agli enti pubblici territoriali di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza (nel termine beni culturali è ricompreso l’archivio). Può darci lumi sul perché tutti quei documenti di importanza storica erano buttati negli scantinati del Palazzo comunale come carta straccia? La domanda è posta al consigliere Tassone e non al consigliere Procopio in quanto, durante un Consiglio comunale addirittura ha affermato che non era a conoscenza dell’esistenza di quei documenti!
La presenza in luoghi di cultura di professionisti – conclude – è necessaria per non far la fine di certi ambienti politici, ma credo però, che il patrimonio culturale vada tutelato e valorizzato per preservare la memoria di una comunità, e lo si deve fare a prescindere e con le forze che si hanno, visto che chi c’era prima, non ha neppure lasciato l’osso, vero Tassone e Procopio?”.

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