Benvenuta serietà

Pronti, partenza, via: e al via il sindaco Francesco Cannizzaro, con firme in calce, ha subito fatto intendere di voler indirizzare Reggio Calabria e la sua ampia porzione metropolitana nella direzione auspicata, che è quella opposta a quella imboccata e percorsa per anni dagli ambigui figuri della precedente stagione.

Penna in mano, sospesi tutti gli atti adottati allo spirare della precedente consiliatura di Palazzo Alvaro: vediamo se l’iperoperosità versaciana, a spese dei contribuenti, a ridosso delle urne fosse giustificata da urgenze amministrative o, comunque, da esigenze tali da risultare di utilità organizzativa per gli abitanti del territorio e non per sé stessa.

Un messaggio, un segno, un simbolo che i tempi delle ammuine a fini propri sono stati bruscamente interrotti. Falso che i reggini abbiano voluto voltare pagina: hanno più rettamente voluto strappare quel libro scandaloso che sono stati costretti ad avere tra le mani per dodici anni e gettarlo nella spazzatura. Di carta straccia si trattava.

Un messaggio, un segno, un simbolo che, dopo il lunghissimo periodo di invisibilità dei vertici della Metro City nelle diverse aree della provincia, Cannizzaro dimostra di aver compreso appieno le funzioni che gli competono e che non riguardano esclusivamente la pur estesa fascia compresa tra Catona e Bocale e fin su alle pendici dell’Aspromonte. Sul sindaco di Reggio Calabria incombono anche le responsabilità derivanti dall’essere a capo dell’Amministrazione Metropolitana. In questo caso, dunque, non una semplice testimonianza di attenzione, ma una dimostrazione chiarissima di quanto le priorità siano ben delineate nella mappa mentale di Cannizzaro. E in questa mappa grigi pagliaccetti e inutili nani sono apolidi, scacciati via, buttati fuori dalle mura della fortezza abitata dalla legalità, dalla serietà, dall’onorabilità.

A rendere ancora più netto il cambio di passo la convocazione immediata dei comizi elettorali per il 19 luglio: già qualcuno si muoveva immaginando che le elezioni per il rinnovo del Consiglio Metropolitano sarebbero state celebrate ai primi vagiti autunnali o, comunque, dopo la stagione estiva. Calcoli sbagliati: un mese e mezzo e si butta a mare un’Assise, quella metropolitana, che di acqua non balneabile ne ha raccolta in quantità non più sopportabile.

Un decisionismo che non è finalizzato alla creazione degli effetti scenici truffaldini ai quali siamo stati abituati per due mandati, ma volto ad assicurare alla Politica, quella con la P maiuscola e non quella dei questuanti precedenti, la primazia sulle dinamiche sociali della collettività. Un decisionismo che consentirà di costruire corretti rapporti, in un ordine democratico efficiente, con i burocrati: figure importanti nella gestione, certo, ma destinate dalle norme al rispetto di limiti perfettamente definiti e ben lontani dall’onnipotenza alla quale diversi tra loro erano abituati, a causa della fiacchezza comica degli interlocutori con cui hanno avuto a che fare nell’evo sinistro e che, per tale ragione, non hanno mai rispettato né preso in considerazione. Anche questo capitolo è chiuso: ognuno stia al suo posto e senza scavalcare il recinto. Meglio per tutti, innanzitutto per i cittadini.

Non per nulla il nuovo sindaco sta insistendo pubblicamente, in ogni occasione, sul fatto che la squadra da cui sarà affiancato, la Giunta comunale per esempio, sarà composta dai migliori. Si dirà che si tratta di una frase fatta, si dirà che tutti si riempiono la bocca di formule altisonanti, salvo poi rinculare verso soluzioni all’insegna di insignificanti compromessi al ribasso. Non sarà questo il caso, signori miei, non sarà così perché non potrà esserlo, e che tutti lo capiscano rapidamente nell’agone politico locale sarebbe cosa buona e giusta. Non potrà esserlo perché Cannizzaro ha deciso di entrare in gara ponendo l’asta a un’altezza insuperabile per i mediocri. Quindi, piaccia o meno, per raggiungere quella quota sono indispensabili gambe, talento e preparazione che in pochi possono vantare.

La sostanza, pertanto, è sotto gli occhi di chiunque abbia custodito serenità di giudizio e fiducia in un futuro elevatosi dal fango appiccicaticcio accumulato dal 2014: è il momento di alzare lo sguardo e salutare la sincerità come nuova compagna di viaggio dei reggini.

Contenuti correlati