Avvocato ucciso in Calabria: assolti i quattro imputati

Assolti per non aver commesso il fatto: è questo il destino riservato da Giovanna Gioia, giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, alle quattro persone che sedevano sul banco degli imputati nel processo, celebrato con rito abbreviato e celebrato perché si facesse luce sull’assassinio dell’avvocato Torquato Ciriaco. Il delitto fu commesso a Lamezia Terme il primo marzo di quindici anni fa. La decisione del magistrato interessa Francesco Michienzi, collaboratore di giustizia che ha accusato gli altri tre:  Tommaso Anello, considerato appartenente all’omonima cosca ed i fratelli Giuseppe e Vincenzino Fruci. Elio Romano, il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che rappresentava la pubblica accusa, si era pronunciato affinché Michienzi fosse condannato a dieci anni di carcere. La pena dell’ergastolo era stata, invece, richiesta per i fratelli Fruci ed Anello. Sulla scorta dell’impianto accusatorio, il clan Anello avrebbe deliberato l’uccisione del professionista in quanto questi desiderava rilevare un’impresa attiva nel comparto dell’edilizia che sarebbe dovuta finire, nelle intenzioni dell’organizzazione criminale, nelle mani di un imprenditore al quale la ‘ndrangheta estorceva denaro.

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