Nella mattinata di venerdì, una iniziativa di rilevante spessore scientifico e divulgativo analizzerà lo stato dell’arte su ricerca, diagnosi e protocolli clinici per il disturbo dello spettro autistico, in una cornice di assoluto prestigio. Coniugare l’eccellenza della divulgazione scientifica con i valori inalienabili della dignità umana è infatti l’assunto cardine del convegno “Dalla ricerca scientifica alla diagnosi e cura. Nuove prospettive per il miglioramento della qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico”.
L’evento, voluto e organizzato da Luisa Infante, giurista e bioeticista, in sinergia con il dirigente dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Luigi Einaudi” di Serra San Bruno Antonino Ceravolo, rivolto agli studenti delle ultime classi dell’Istituto, si terrà presso la Sala convegni della Certosa. La natura sacrale del luogo e la secolare disciplina della clausura hanno richiesto un coordinamento logistico di rara complessità per un’assise che mira a delineare un paradigma d’intervento capace di integrare la clinica medica e la psicologia con l’etica della coesione sociale e la tutela della soggettività. “L’iniziativa – spiega Infante – si prefigge di trascendere il perimetro della mera trattazione scientifica, che rimane certamente centrale, per indagare l’ontologia dell’umano. La presenza corale di illustri accademici, dei vertici della Chiesa e delle istituzioni locali deve fungere da catalizzatore, affinché si accenda un faro di consapevolezza e responsabilità rinnovata in noi tutti, partendo proprio dai più giovani”. A suo avviso, “è necessario che il supporto istituzionale non si esaurisca in un atto formale, ma si traduca in un contributo fattivo al bene delle persone nello spettro autistico, promuovendo una visione che metta sempre al centro la loro autodeterminazione e il diritto a un’esistenza piena”.
Infante evidenzia inoltre che: “percepire la prossimità dei vertici accademici, istituzionali ed ecclesiastici in un alveo di così intensa spiritualità costituisce un monito di alto valore biogiuridico: un atto di doveroso riconoscimento della dignità e della autodeterminazione per ogni individuo”.
Il programma dei lavori prevede contributi multidisciplinari focalizzati sulle nuove frontiere terapeutiche e sull’imprescindibilità della diagnosi precoce, fattori determinanti per l’effettivo potenziamento della qualità della vita. Ad arricchire il dibattito, testimonianze di alto valore umano ed esperienziale. L’evento ha già ottenuto i massimi riconoscimenti istituzionali, inclusi il patrocinio istituzionale gratuito della Regione Calabria e del Comune di Serra San Bruno, nonché quello dell’Ateneo catanzarese.
